Coronavirus, il Papa dona 60mila euro dall’ospedale di Bergamo

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"Se lo permettete, vorrei conversare con voi per qualche istante, in questo periodo di difficoltà e di sofferenze".

E' un momento difficile, anzi difficilissimo, "il Papa lo sa!", esclama il Pontefice che ancora, con le sue parole, riversa su quanti ascoltano un'onda di affetto capace di raggiungere e lenire i cuori più smarriti. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori. È come se il Papa esortasse i fedeli a dare un senso alla soffrenza di questi giorni: "Cari fratelli e sorelle, che cosa possiamo fare dinanzi a Dio che ci ha serviti fino a provare il tradimento e l'abbandono?".

Coronavirus, obbligatorio coprirsi bocca e naso fuori da casa
Qundi è confermata la chiusura degli alberghi, degli studi professionali, dei mercati e tutte le attività non essenziali . Intanto sono 49.118 i lombardi positivi al coronavirus , ben 1.598 positivi in più rispetto al giorno prima.

Sottolineando la modalità insolita con cui avvengono le celebrazioni della Pasqua, il Papa ricorda che il messaggio potente della Risurrezione, non ha affatto cambiato aspetto: "In Gesù risorto, la vita ha vinto la morte" e questa - afferma - è la fede pasquale che deve saper nutrire la nostra speranza. E gli grida "a gran voce" il "perché?" più lacerante: "Perché anche Tu mi hai abbandonato?". Tante volte cose buone, ma non manca che a qualcuno venga l'idea di fare qualcosa non tanto buona: "approfittare del momento per se stesso, per il suo guadagno". Fate un gesto di tenerezza verso chi soffre, verso i bambini, verso gli anziani. Vorrei condividerla con voi questa sera. È la speranza di un tempo migliore, in cui essere migliori noi, finalmente liberati dal male e da questa pandemia. È una speranza: "la speranza non delude, non è un'illusione". Dite loro che il Papa è vicino e prega, perché il Signore ci liberi tutti presto dal male. Venerdì pomeriggio, attraverso la Diocesi di Bergamo, ha donato 60 mila euro per l'ospedale Papa Giovanni XXIII, che sta affrontando l'emergenza coronavirus, e che utilizzerà i fondi anche per la struttura allestita a tempi di record in Fiera grazie anche all'aiuto e al lavoro degli Alpini "Si tratta di un nuovo segno della vicinanza del Pontefice - spiega la Diocesi - che si aggiunge alla telefonata al vescovo Francesco Beschi in cui manifestava i suoi sentimenti di condivisione del dolore per i numerosi sacerdoti e fedeli defunti a causa del Coronavirus e di prossimità ai malati, a coloro che li curano, alle famiglie, alle parrocchie e a tutta la Comunità bergamasca".

Monsignor Francesco Beschi ha espresso all'Elemosiniere Pontificio e al Capitolo di San Pietro profonda gratitudine da parte sua e dell'intera Diocesi, da presentare a Papa Francesco, accompagnandola "con la promessa della nostra preghiera". Dice l'apostolo Paolo: "Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e resuscitato per loro" (2 Cor 5,15).

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