Moratti: "Messi all'Inter operazione fattibile. Serve uno sforzo dei nerazzurri"

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Massimo Moratti, ex presidente dell'Inter ospite di "Radio anch'io sport" su Radio 1, è tornato su un suo vecchio cavallo di battaglia: l'approdo di Leo alla San Siro nerazzurra, un colpo che eguaglierebbe quello fatto da lui con Ronaldo nel 1997.

"Credo che Messi sia un sogno niente affatto proibito per l'Inter in questo momento". Forse non lo era neanche prima della disgrazia del coronavirus: è a fine contratto e penso che ci sia certamente uno sforzo della società per cercare di portarlo a Milano. Non so se la situazione attuale possa cambiare in positivo o in negativo questo obiettivo ma è stato sparigliato tutto.

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Il gigantesco ospedale, senza precedenti in Gran Bretagna, è una prima risposta all'accelerazione della pandemia. A questi va aggiunto l'indirizzo alla nazione del 2012, anno del suo Giubileo di Diamante sul trono.

"Naturalmente non bisogna essere esageratamente opportunisti, non si deve spaccare il calcio perché chi può, approfitta della situazione". Lautaro? Un bravissimo ragazzo, ci tiene alla sua carriera e lo fa vedere ogni giorno. Ma è altrettanto chiaro che forse mai come in questo ultimo periodo Messi sia ideologicamente distante dalla dirigenza del Barcellona, aspramente criticata nei giorni scorsi dallo stesso argentino per come ha gestito la vicenda del taglio degli stipendi, nella quale i giocatori sono stati messi in cattiva luce. È vero che sono stati fatti degli sforzi, ma per finire il torneo si prenderebbero dei rischi notevoli. Non finirlo, dall'altro lato, comporterebbe il grosso problema di trovare la soluzione più giusta e lì ognuno difenderebbe la propria parte. Servono regole diverse, non ci si può basare su quelle vecchie: "bisogna avere il coraggio di andare oltre". Ma, è l'allarme che lancia Moratti, "attenzione a non trascurare il calcio di base".

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