Gino Strada: "Altro che modello Lombardia, sanità devastata"

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Il medico di Emergency ha ricordato come: "la Lombardia ha avuto la metà circa dei morti italiani per Coronavirus e che i morti italiani sono il 25% dei morti nel mondo". Intervistato ieri da Diego Bianchi a Propaganda Live, il fondatore di Emergency ha criticato la tanto lodata sanità Lombarda.

Il collegamento con Gino Strada arriva immediatamente dopo le immagini di New York che hanno fatto il giro del mondo, quelle delle 'fosse comuni' in cui vengono sepolti, si presume, persone che non hanno mezzi economici per garantire una degna tumulazione.

Non ha peli sulla lingua Gino Strada. Invece vedo che in questi giorni, per me è incredibile, c'è ancora chi pensa al proprio orticello politico, c'è chi pensa a scavarsi nicchie di notorietà ad ogni costo. Sono stati fatti molti errori anche in Italia, ora bisogna rimediare. Se uno ospedale s'infetta non è più in grado di curare, anzi diventa un pabulum di sviluppo, di ampliamento della malattia; allora in questo caso un ospedale non solo non è più in grado di curare i pazienti malati di Coronavirus, ma di curare tutti i pazienti in generale, non è più in grado di curare i cardiopatici, i diabetici, chi ha bisogno perché c'è questo rischio immanente. Tutto questo è moralmente, prima che giuridicamente, un crimine. Non ci si può esimere di fare una riflessione su chi ha gestito la sanità lombarda negli ultimi 20 anni.

Duro attacco di Gino Strada nei confronti della Regione Lombardia e di chi l'ha amministrata negli ultimi 20 anni.

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Sarà così ancora per un po', l'appello è anche per questi giorno di festa di Pasqua e Pasquetta, che preoccupano più di qualcuno. Non possiamo e non dobbiamo sbagliare i tempi di uscita dalla fase 1.

Il contributo di Emergency, racconta Strada, si affianca a quello di tanti altri. "Una delle cose che ho capito in questa emergenza è che è più facile aprire un reparto di cardiochirurgia in Sudan che riuscire a creare un posto letto in Italia".

In Italia la difficoltà è in parte burocratica e soprattutto Politica e questo mi spiace molto, da medico e cittadino italiano. Stiamo dando una mano come tanti stanno facendo in Italia in questo momento. "Spero che i cittadini che aprano gli occhi sulla realtà al di là di tutta la propaganda politica". "Sono molto ottimista - è la risposta - perché vedo che in Italia, nonostante tutte le polemiche, si sta sviluppando un'enorme solidarietà e spero che questo sia un nuovo virus che vada a contagiare tutta l'Europa".

Spero che la gente capisce che siamo tutti sulla stessa barca, siamo tutti una comunità e possiamo uscire fuori insieme da questa tragedia senza escludere nessuno. "Non mi piacciono quei pochi invece che continuano a strillare contro per principio, per i propri interessi, per difendere i propri orticelli".

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