Documento dei vescovi siciliani: "Ripresa immediata delle celebrazioni liturgiche con fedeli"

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Lo stop alle messe annunciato dal presidente del Consiglio Conte ha generato una dura reazione dei vescovi che denunciano la "violazione della libertà di culto". "Dovrebbe essere chiaro a tutti che l' impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale". Un documento che potrebbe arrivare nei prossimi giorni, sempre che si riesca a superare la contrarietà del Comitato tecnico scientifico, che sin da subito ha ribadito i rischi di concedere lo svolgimento delle messe, per le quali aumenterebbero inevitabilmente gli spostamenti. Le parole del ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, nell'intervista rilasciata lo scorso giovedì 23 aprile ad Avvenire arrivavano dopo un'interlocuzione continua e disponibile tra la Segreteria Generale della Cei, il ministero e la stessa presidenza del Consiglio - si legge -. Per i vescovi di Sicilia è "fondamentale distinguere tra le responsabilità politiche del Governo, le responsabilità professionali del Comitato tecnico-scientifico e le responsabilità etico-spirituali della Chiesa, chiamata a organizzare la vita della comunità cristiana nel doveroso rispetto della propria autonomia e con l'adozione delle misure idonee a salvaguardare la salute dei cittadini". Al termine del suo discorso e delle comunicazioni riguardanti la fase 2 dei provvedimenti restrittivi, per tenere sotto controllo il contagio da covid-19, che soltanto in parte condivido, non entrando nel merito di argomenti che non sono di mia specifica competenza, mi soffermo sulla parte che riguarda la (non) riapertura delle chiese al concorso dei fedeli alle celebrazioni.

"Ieri sera ho ascoltato con estrema attenzione, in religioso silenzio, la conferenza stampa del presidente del consiglio Giuseppe Conte".

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Nel pomeriggio di ieri però durante la puntata del suo talk show si è rivolta ad un uomo che l'aveva duramente attaccata. Così Barbara D'Urso ha annunciato sui suoi profili social pochi minuti prima di andare in onda con Pomeriggio 5 .

I vescovi hanno notato che in questa interlocuzione "la Chiesa ha accettato, con sofferenza e senso di responsabilità, le limitazioni governative assunte per far fronte all'emergenza sanitaria", ma allo stesso tempo ha sottolineato "in maniera esplicita che - nel momento in cui vengano ridotte le limitazioni assunte per far fronte alla pandemia - la Chiesa esige di poter riprendere la sua azione pastorale".

"E' auspicabile che in tempi brevi il governo italiano riavvii la trattativa con la Conferenza episcopale italiana per riesaminare orientamenti e protocolli finalizzati alla ripresa immediata della piena partecipazione dei fedeli alle celebrazioni liturgiche in condizioni di massima sicurezza". Sarà molto difficile far capire perché, ovviamente in modo saggio e appropriato, si potrà tornare in fabbriche e in uffici, entrare in negozi piccoli e grandi di ogni tipo, andare in parchi e giardini e invece non si potrà partecipare alla Messa domenicale.

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