Coronavirus, il Sud non aspetterà il Nord: sì alla riapertura differenziata

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"La situazione creatasi con la pandemia Covid-19 sta mettendo in ginocchio queste realtà - dichiara Bernardi - e sta diventando sempre più insostenibile perché la prospettiva di riaprire i saloni e negozi di estetica e acconciatura solo da giugno getta gli operatori di questo settore in una crisi che per molti avrà conseguenze estreme. Chiediamo al Governo di lanciare un messaggio immediato rassicurando le imprese sulla definizione di una prossima, e certa, riapertura".

"Quel che serve, con l'ok, è un protocollo per la sicurezza sul lavoro come già predisposto per altre categorie e aiuti economici per l'acquisto dei dispositivi che tali norme, presumibilmente, richiederanno", chiude la nota di CNA. "Ed ora la Confartigianato e la sua gente non accetta più che le attenzioni del Governo siano rivolte ad altri settori e si limitino ad una incomprensibile dilazione per le nostre attività".

L'assessore Colla, confermando di condividere il percorso individuato da Cna e Confartigianato ha spiegato: "È un fatto molto importante che rappresenta il primo passo indispensabile per rimettere in moto un settore oggi profondamente a disagio e che coinvolge in particolare donne lavoratrici". Al loro disagio, si affianca quello dei cittadini. Il comparto conta, in Emilia Romagna, 12 mila imprese (di cui quasi il 90% artigiane) che danno lavoro a oltre 23 mila addetti.

Perché il Governo di Accordo Nazionale in Libia è illegittimo
Inoltre, la tratta degli schiavi e il traffico di esseri umani stanno fiorendo sotto il Governo di Accordo Nazionale della Libia. Nell'ottobre 2015 Sarraj è stato sorprendentemente nominato come candidato al posto del capo di un nuovo governo libico.

"Alla luce di tutto questo - si legge nell'atto depositato formalmente dalla presidente Rontini - chiedo alla Giunta di prendere in considerazione l'anticipazione della ripresa delle attività di acconciatura ed estetica rispetto alle date annunciate dal Governo nell'illustrazione del DPCM del 26 aprile 2020, anticipando così, anche per questi settori, la fine del lockdown imposto dall'emergenza sanitaria, nella piena sicurezza dei lavoratori e dei clienti".

Il salone improvvisato è stato allestito per pochi minuti avanti alla sede della camera di Commercio in piazza Bovio dove una piccola rappresentanza della categoria aderenti alle associazioni 'Hair work team' e Tricostyle, ha anche esposto uno striscione con la scritta 'Fiducia a chi taglia in sicurezza no a chi di nascosto infetta'.

Morgano ipotizza la possibilità di 'alternare in due turni, mattina e pomeriggio, o a giorni alterni, ma con quali criteri, quali priorità volendo le scuole garantire la qualità del servizio scolastico ed educativo?' si chiede. Più che altro cambierà il nostro modo di lavorare: gli appuntamenti dovranno essere presi telefonicamente e distanziati per avere il tempo di sanificare e areare gli ambienti prima di accogliere un nuovo cliente.

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