Coronavirus plasma iperimmune: la terapia arriva al Cotugno

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Enti che già collaborano da anni in un consorzio interregionale denominato "Planet" per la lavorazione dei plasmaderivati.

A Napoli si partirà probabilmente entro questa settimana al Cotugno, per una cura che è in corso di sperimentazione già a Pavia, Mantova, Bolzano e Padova.

Iniziative simili partiranno anche al Sud. L'azienda ospedaliera mantovana oggi ha fatto sapere che i Nas non sono andati all'ospedale Carlo Poma, ma che all'Asst sono state chieste esclusivamente delle informazioni generiche sulla sperimentazione stessa, dovute alle notizie date dalla stampa. "In questo momento disperato si sta tentando di percorrere questa strada anche per curare le persone colpite dal Coronavirus: si prende il plasma (che è tutto quello che c'è nel sangue tolti globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, quindi la parte liquida) di un individuo guarito, si verifica la presenza degli anticorpi e infine si somministra ai malati". "La terapia con il plasma, già utilizzata per Ebola e Sars, è una immunoterapia passiva sperimentale e consiste nella somministrazione al paziente degli anticorpi presenti nel plasma dei pazienti guariti - spiega Angelo Ostuni, direttore dell'Unità operativa di Medicina Trasfusionale del Policlinico di Bari - le unità operative di Malattie Infettive e Medicina Interna Murri del Policlinico di Bari ci hanno già trasmesso un elenco di pazienti guariti che stiamo contattando per fare lo screening iniziale pre-donazione".

"La battaglia contro il Covid -sostiene il Presidente della Regione Puglia- passa così dalla difesa e dalla prevenzione, all'attacco, attraverso la ricerca".

Guarigioni che hanno il sapore di una rinascita.

Parole che non sono andate giù al dottor Giuseppe De Donno, primario di pneumologia del Carlo Poma di Mantova. Proprio per evitare la trasmissione di altre malattie, potrebbero essere usati anticorpi semi-sintetici, più conosciuti come anticorpi monoclonali. Un trattamento che divide la scienza (ma è difficile trovare un aspetto di questa pandemia che non divida virologi, immunologi e scienziati in genere).

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Ho trovato che sia una storia molto triste. " Mertens non ha firmato, ha preferito riflettere e sta ancora lì a meditare". Un messaggio che forse potrebbe riaprire il discorso del rinnovo del contratto del belga, in scadenza.

Il plasma è a tutti gli effetti un farmaco, la cui efficacia clinica nelle persone affette da Covid-19 è stata dimostrata in molti studi aneddotici.

Le sperimentazioni hanno avuto inizio a inizio aprile, in collaborazione con l'Ospedale San Matteo di Pavia. Ma più avanti, quando si scatena l'abnorme reazione infiammatoria, il virus è in una quantità ridotta e allora a quel punto "potrebbe non avere senso immettere anticorpi".

Oppure vi è il caso di Open, che si è precipitato a precisare tutti i limiti della terapia, puntualizzando come i soggetti trattati non fossero ancora in rianimazione e come la cura non possa essere applicata ai pazienti in intensiva.

Nel bollettino di ieri, Maurizio Fugatti ha aperto a una sperimentazione della cura col plasma iperimmune contro il Covid-19.

Riguardo l'Istituto Superiore della Sanità, non ci sono notizie di una loro partecipazione, o di una presa di posizione.

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