Spadafora: "Ripresa Serie A? Un'altra settimana per decidere"

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Un richiesta decisamente condivisibile quella dei lavoratori del settore che, nella nota, esternano tutta la loro delusione relativamente al fatto che nessuno si sta davvero preoccupando di coloro che "lo spettacolo lo producono, degli invisibili dietro le telecamere e le regie che non compaiono nei titoli di coda". La competenza del medico del calcio in una situazione del genere, la si vede anche in merito alla risposta del CTS di ieri. E' chiaro che in contesto del genere, L.A.M.I.C.A. manca. Tutelerà la loro salute, e quella di chi sta con loro, ma chiede un grande sacrificio, quello dell'isolamento assoluto, e un'assunzione di responsabilità da parte della Lega calcio. Intanto temporalmente. Il semaforo verde varrà solo per gli allenamenti di squadra, in cui sarà comunque possibile non rispettare il distanziamento.

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I medici sociali e i medici competenti - ovvero i medici del lavoro che le società individueranno - saranno responsabili anche giuridicamente per ciò che potrebbe succedere rispettivamente a calciatori più staff tecnico e al resto del personale. Sono fermamente contrari a un ritiro forzato previsto dal protocollo per terminare il campionato. "Parliamo di un argomento delicatissimo, in questo periodo d'emergenza non si deve tralasciare nulla". Per quanto riguarda la ripresa del campionato e, più in generale, del calcio giocato, per i team italiani ci sarà ancora da attendere. " Il modulo tedesco è assolutamente percorribile, non capisco perché non farlo anche in Italia, il CTS ha messo i bastoni tra le ruote ". "Se uno si ammala la quarantena scatta per tutti e si ferma anche il campionato".

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