Regolarizzazione dei migranti, il M5S fa saltare l'accordo

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"Da oggi gli invisibili saranno meno invisibili", ha aggiunto la Bellanova, ed è un concetto sposato anche dalla sua collega al Viminale, Luciana Lamorgese: "Credo che questo provvedimento di regolarizzazione e di emersione garantista allo stesso tempo, soprattutto nel contesto emergenziale attuale, la dignità delle persone, la sicurezza sanitaria, la tutela della legalità e le esigenze del mercato del lavoro", ha detto il ministro dell'Interno.

Adesso, è stata raggiunta l'intesa e i pentastellati si dichiarano soddisfatti: "Sui lavoratori stagionali abbiamo raggiunto un accordo soddisfacente".

Nel pomeriggio dell'11 maggio, in vista del Consiglio dei Ministri, Carlo Sibilia, sottosegretario all'Interno in quota Movimento 5 stelle, ha tirato il freno sulla regolarizzazione dei migranti mettendo nuovamente l'accordo in discussione.

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La sanatoria è condizionata al pagamento dei contributi pregressi, determinati in via forfettaria: 400 euro a carico del datore per ciascun lavoratore irregolare impiegato, oppure 160 euro per i migranti che otterranno il permesso di soggiorno di 6 mesi per la ricerca di lavoro. Anche per colf e bandanti. Ai lavoratori stranieri a cui il datore di lavoro garantisce il contratto, sarà dato un permesso di soggiorno della durata del contratto di lavoro.

La regolarizzazione, in queste due forme che comprendono sia i cittadini italiani sia gli immigrati stranieri, riguarderà un'ampia platea di lavoratori: non solo i braccianti agricoli, ma anche quelli impiegati negli allevamenti, nella zootecnia, nella pesca o acquacoltura, fino a comprendere colf e badanti. Quanto alla posizione del Presidente essa resta identica a quella gia' espressa nei giorni scorsi, nel corso di una intervista a un autorevole quotidiano: regolarizzare per un periodo determinato immigrati che gia' lavorano sul nostro territorio significa spuntare le armi al caporalato, contrastare il lavoro nero, effettuare controlli sanitari e proteggere la loro e la nostra salute tanto piu' in questa fase di emergenza sanitaria. Costoro dovranno dimostrare di aver già svolto in Italia lavoro in agricoltura o domestico e di assistenza alla persona (quindi colf e badanti).

Una balletto osceno che non cancella però i dubbi degli stessi interessati. Dario Franceschini, ministrodella Cultura, secondo un retroscena del Corriere della Sera si sarebbe sfogato con i suoi colleghi del Pd dicendosi "molto preoccuopato": "Non c'è certezza sulla tenuta del governo".

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