Addio a Ezio Bosso, il pianista che toccava il cuore della gente

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Si è spento a 48 anni il pianista, compositore e direttore d'orchestra Ezio Bosso. Riposa in pace, Maestro" e Chiara Appendino, il sindaco di Torino di cui era originario Bosso, lo ha salutato così: "Non ci sono parole adatte ad esprimere il dolore per la scomparsa del Maestro #EzioBosso.

Nel 2016 è diventato noto al grande pubblico grazie all'invito al Festival di Sanremo come ospite d'onore.

L'incontro con Ezio Bosso cominciò con queste parole, con il suo arrivo sul palco accompagnato da una sedia con 'le ruote' a braccia spalancate verso noi, giornalisti e pubblico. Una poesia che ha fatto bene al mondo.

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I pazienti ricoverati in ospedale sono 103, di cui 9 in terapia intensiva , mentre 539 sono le persone in isolamento domiciliare . Resta invariato il numero delle vittime (119). È quanto rilevato dall'Unità di crisi regionale nell'ultimo aggiornamento.

Ezio Bosso è arrivato nell'ultima 'stanza' sicuramente per ricominciare. Nonostante la malattia neurodegenerativa aveva continuato a suonare, a comporre musica, a dirigere, fino a settembre 2019, quando quel male lo aveva costretto ad interrompere la sua attività di pianista.

Inizialmente i medici sospettavano che si trattasse di Sla, la sclerosi laterale amiotrofica. Oggi, dopo un lungo periodo di dura lotta, Ezio Bosso ha trovato l'eterno riposo, spegnendosi a soli 48 anni. "La musica non è solo un linguaggio ma una trascendenza, che è ciò che ci porta oltre". In quell'occasione aveva eseguito il brano "Following a Bird", contenuto nell'album "The 12th Room". Il direttore d'orchestra (e non solo) era noto a tutti non solo per la sua musica, ma anche per i messaggi importanti che diffondeva. Ezio Bosso non ha mai smesso di ricordare al mondo di essere un disabile visibile in mezzo a troppi disabili invisibili, ché l'empatia è un impegno e non un lusso e mica in tanti lo sanno mantenere. Dalla sua casa di Bologna, Ezio Bosso stila i propositi per quando "si apriranno le gabbie". Presto infatti non sarebbe più stato in grado di fare quello che desiderava di più, suonare la sua musica. "E' stato l'ultimo concerto nel quale il Maestro ha diretto la sua Europe Philharmonic Orchestra, un progetto da lui curato e che amava particolarmente". "Affronto la mia musica come se non fosse mia - diceva -".

Mi piace l'idea che come ogni cosa bella sia da proteggere e che ci aiuti ad amarci un po' di più.

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