Addio al pianista torinese Ezio Bosso

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"Ezio Bosso genio, musica, arte, fascino, bellezza, passione, sorriso, emozione, una pizza insieme, una birra, e tanti peperoncini". Resta la sua musica, ciò che lo rende immortale agli occhi e alle orecchie di chiunque sappia apprezzare il bello.

Nei primi anni novanta si è esibito sia come solista che come direttore, o in formazioni da camera nelle più importanti stagioni concertistiche internazionali, ha insegnato in Giappone e a Parigi, partecipando alla vita musicale della scena contemporanea di quegli anni. A 48 anni la sua vita ha cambiato dimensione.

Ripercorriamo in breve la sua storia: inizia a suonare all'età di soli 4 anni, quando ancora non aveva imparato l'alfabeto. "Desidero ricordarne l'estro e la passione intensa che metteva nella musica, missione della sua vita, e la sua indomabile carica umana". Da oggi oltre al mare e alle irti montagne, avremo una dolce melodia che accompagnerà per sempre i nostri ricordi. È una stanza in cui mi ritrovo bloccato per lunghi periodi, una stanza che diventa buia, piccolissima eppure immensa e impossibile da percorrere. Ecco le sue parole.

"Con Ezio Bosso, quattro incontri sui nostri palchi in un anno e mezzo!"

Morto a Bologna il direttore d'orchestra, compositore e pianista Ezio Bosso. Era di un entusiasmo contagioso, nonostante soffrisse di una patologia neurodegenerativa da parecchio tempo.

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Sono triste perché vorrei uscire insieme alla mia compagna Ursula e alla nostra figlioletta Bianca per portarla a giocare con la sabbia e a vedere il mare.

Nel 2016 il conduttore fiorentino Carlo Conti lo invitò come ospite d'onore al Festival di Sanremo. In quell'occasione aveva eseguito il brano "Following a Bird", contenuto nell'album "The 12th Room". "Sul palco sono senza spartito, faccio tutto a memoria. Bene, ho deciso che ai miei concerti si possono usare, però se qualcuno vi chiama... rispondo io". Ho combattuto il pregiudizio.

L'unico farmaco che si può prendere in questi casi è il riluzolo ma, man mano che l'organismo si abitua, perde efficacia. Non si è mai arreso comunque e, finché ha potuto, ha continuato a sorridere e suonare. Sono sempre sue le parole: "Ho avuto paura anche delle 'mazzate' che mi sono preso, ho preso schiaffoni perché sono una persona normale". Mi auguro una pandemia di voglia di fare. "Che la terra ti sia lieve caro Ezio". Un'unica orchestra senza nome per ricordare il grande maestro scomparso. Sono felice di ciò che faccio tantissimo! Non mi sono ritirato. "Quando la poggio, tutto mi piace un po' meno". Potrei mai prendermi sul serio? Era armonia, talento, gentilezza, era la poesia di ogni singola nota e la meraviglia dello stupore che riusciva a suscitare sempre intorno a sé, benché la malattia lo stesse minando e i movimenti divenissero di volta in volta più difficoltosi. È una storia, la mia.

"Essere leggeri, prendersi in giro", secondo Bosso "è una cosa seria". Proprio il luogo esatto dove Ezio Bosso, i Mods e gli Statuto si radunavano.

Non ha importanza. Le cose preziose non devono essere per forza belle.

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