Covid, vaccino in consegna a settembre

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Come riporta l'agenzia di informazione Ansa, la multinazionale britannica Astrazeneca ha chiuso i primi accordi con i paesi dell'Ue per la produzione di almeno 400 milioni di dosi per settembre. Alla domanda se tra gli accordi in parallelo con altri stati ci fosse anche l'Italia, però, l'azienda frena: "Stiamo discutendo con la comunità europea e con i singoli governi per garantire un accesso al vaccino ampio ed equo in Europa".

Nel frattempo, anche gli Usa sono entrati nella squadra per lo sviluppo del vaccino al quale collabora anche l'azienda italiana Irbm di Pomezia. Il programma di sviluppo include una fase 3 di sperimentazione clinica con 30mila partecipanti ed anche una sperimentazione pediatrica.

Inoltre, la società si sta impegnando con organizzazioni internazionali come Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (Cepi), Gavi the Vaccine Alliance e l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), per un'equa allocazione e distribuzione del vaccino in tutto il mondo.

Dei contatti sarebbero in corso anche con il Serum Institute of India e con altri potenziali partner, allo scopo di aumentare la produzione e la distribuzione della cura vaccinale.

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Privilegiare l'accesso agli stabilimenti tramite prenotazione e mantenere l'elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni. Si deve prevedere la pulizia e la disinfezione delle aree comuni, degli spogliatoi , delle cabine , delle docce e dei bagni .

"Questa pandemia - sottolinea Pascal Soriot, amministratore delegato di Astrazeneca - è una tragedia globale ed è una sfida per tutta l'umanità". AstraZeneca ha anche accettato di sostenere la creazione di un centro di ricerca congiunto all'università di Oxford per la ricerca sulla preparazione alla pandemia.

Al momento sono in corso le fasi 1 e 2 di sperimentazione del vaccino, utili a testarne la sicurezza, l'immunogenicità e l'efficacia, con oltre 1000 volontari sani tra i 18 e i 55 anni in svariati centri inglesi. Dobbiamo sconfiggere il virus insieme. "Vorremmo ringraziare i governi degli Stati Uniti e del Regno Unito per il loro sostanziale supporto per accelerare lo sviluppo e la produzione del siero, che faremo tutto il possibile per rendere rapidamente e ampiamente disponibile". A breve sono attesi i dati dallo studio che, se positivi, porterebbero a studi di fase avanzata in numerosi Paesi.

Astrazeneca ha ammesso, a onor del vero, che il vaccino potrebbe non funzionare, ma che è impegnata a portare avanti il programma e la sperimentazione clinica con velocità, e ad aumentare la produzione a rischio. Inoltre, per il 54% il vaccino dovrebbe essere reso obbligatorio.

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