Francia, Le Maire: Renault può sparire, bisogna essere lucidi

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La nota alleanza con il Giappone (Renault Nissan e Mitsubishi) scotta quindi oggi più di ieri e dovrà fare i conti con quelli che, giustamente, ricordano come il Gruppo sia globale ma il marchio Renault tutto francese. Per la prima volta nella storia Parigi potrebbe abdicare all'equazione - soldi di Stato, nessuna chiusura di fabbriche - perché la crisi innescata dalla pandemia è talmente devastante per l'impatto su domanda ed offerta di veicoli che nei manuali dei top manager è da incasellare alla voce "disaster recovery". "Molti settori sono stati duramente colpiti" dalla crisi e "anche se l'economia si sta riprendendo, non tutti i comparti lo stanno facendo allo stesso ritmo", ha spiegato il ministro. Quanto all'economia francese, Le Maire si è impegnato a muoversi "in modo da incoraggiare il ritorno all'attività, poiché questo è ciò che in definitiva ci permetterà di creare posti di lavoro e di creare prosperità", ma con paletti rigorosi sull'assistenzialismo: "Non è una situazione normale che lo Stato si faccia carico del 100% degli stipendi".

L'ammiraglia industriale francese si trova in una pessima situazione, avendo visto i suoi stabilimenti e la sua rete commerciale paralizzati dalla crisi del coronavirus e dai lockdown decisi in particolare in Europa, che hanno causato un calo del 76,3% del mercato delle nuove auto nel mese di aprile nel Vecchio Continente. La cancellazione del lavoro a orario ridotto comporterà licenziamenti, ha avvertito mercoledì Francois Asselin, presidente della Confederazione delle Piccole e Medie Imprese (CPME), che chiede allo Stato di attendere fino a settembre prima di qualsiasi riduzione "significativa" della sua copertura.

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Il ministro dell'Economia transalpino ha confermato che il sito industriale Renault di "Flins non deve chiudere", mentre il gruppo automobilistico deve presentare un piano di risparmio di due miliardi di euro. A rischio lo stabilimento francese a Flins.

Come è noto, a partire da giugno il governo francese ritirerà gradualmente il dispositivo di sostegno alla 'disoccupazione parziale', misura analoga alla cassa integrazione, che finora ha permesso di evitare un'ondata di licenziamenti oltralpe. Subentrato così al vertice della Régie nationale in un momento difficile dopo lo scandalo dell'arresto di Carlos Ghosn.

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