Tassa Covid nello scontrino. Il "contributo" nascosto fa infuriare il Codacons

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Si tratterebbe, in altre parole, di un "balzello inserito in scontrino", spesso sotto la dicitura di "Covid", "che sarebbe imposto come contributo obbligatorio per sostenere le spese degli esercenti per sanificazione e messa in sicurezza dei locali". Codacons denuncia aumenti medi del 25%, ad esempio, per tagli di capelli e messe in piega, ma anche picchi oltre il 60%.

Sullo scontrino spunta la tassa Covid. Ma c'è di più: in alcuni scontrini è comparsa perfino una sorta di "tassa Covid", cioè un supplemento nel conto che va dai 2 ai 4 euro, che gli esercenti scaricano sul consumatore per gli indiscutibili e assolutamente necessari interventi di sanificazione.

Ma come viene applicata questa specie di tassa, che una volta tanto non arriva dalle istituzioni ma dalle stesse attività?

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Negli anni '80 è passato poi alla televisione, dove si è cimentato nella conduzione di programmi sportivi quali "È quasi gol". L'ex giornalista, che ci ha lasciato nella giornata di ieri, ha dedicato tutta la sua vita alla comunicazione sportiva.

La prassi della tassa Covid è stata denunciata anche dall'Unione nazionale consumatori: "Alcuni consumatori ci hanno segnalato una novità".

Secondo il Codacons, sono stati registrati anche casi di centri estetici che obbligano i clienti ad acquistare in loco un kit monouso costituito da kimono e ciabattine al prezzo di 10 euro per sottoporsi ai trattamenti richiesti. "Siamo pronti a denunciare alla Guardia di Finanza e all'Antitrust, fornendo tutte le segnalazioni ricevuti al riguardo, affinché si avviino le dovute indagini sul territorio". Si tratta della cosiddetta "tassa Covid", che va dai 2 ai 4 euro ed è applicata per la sanificazione dei locali.

La riapertura delle attività commerciali è coincisa con un rincaro dei prezzi. Il prezzo del caffè, durante la Fase 2, infatti ha subito un aumento dal 20 al 50% nella grandi città: a Roma, dove prima l'espresso costava circa 1,10 euro, mentre adesso sale a 1,50. "A Firenze (1,40) fino a 1,7 euro (+21,5%)". "Tranne rari casi di persone che ancora devono fare proprie le regole nuove e accettare di fare appuntamento prima, si sono tutti adeguati", spiega a NapoliToday Sasi Visone, proprietario di Hairstudio 76 nei Quartieri Spagnoli, dopo quasi una settimana dalla riapertura del suo negozio nella fase 2 dell'emergenza Covid-19.

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