UE: Recovery Fund, proposta 4 Paesi frugali, solo prestiti

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A chiederlo sono i Paesi 'frugali', in una bozza che dettaglia quanto anticipato pochi giorni fa dal cancelliere austriaco Sebastian Kurz riguardo al prossimo Quadro finanziario pluriennale Ue 2021-2027. Sono due i punti cruciali della controproposta alternativa a quella franco-tedesca di un fondo per la ripresa da 500 miliardi che distribuirebbe soldi a titolo di trasferimenti e verrebbe finanziato anche con l'emissione di debito da parte della Commissione Ue: i paesi del Nord dicono no a contributi a fondo perduto commisurati ai danni del Covid 19 e no a "mutualizzazione del debito e significativi incrementi del bilancio Ue".

Il prestito di "emergenza" si andrà a sommare agli altri strumenti messi in campo dalla Ue, tra cui il discusso Mes, a cui Spagna, Grecia e Portogallo hanno già detto no, mentre l'Italia ha aperto alla possibilità solo nel caso in cui la Francia dovesse richiederlo. E l'accordo sembra molto lontano.

Austria, Paesi Bassi, Svezia e Danimarca pretenderebbero anche che il recovery fund contenga "una esplicita 'sunset clause' di due anni", e che quindi nel 2023 venga considerato il suo smantellamento.

La proposta, visionata in esclusiva da La Stampa, verrà inviata a tutti i Paesi dell'Ue e alla Commissione europea probabilmente prima di mercoledì 27, quando proprio la Commissione presenterà il piano da cui partire con i (difficili) negoziati.

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Noi non possiamo certificare lo stato dell'epidemia su tutto il Paese . Con dieci ammende al giorno, daremo una mano a contenere il fenomeno.

Si viaggia ancora su binari opposti. Non è una chiusura completa, ma una presa di posizione in vista del negoziato, come aveva già fatto capire il premier olandese Mark Rutte. Il documento appare duro ma lascia uno spiraglio. "Ciò richiede solidarietà europea e una strategia comune di ripresa". Si tratterebbe, questi, di elargizioni a fondo perduto. E le coperture delle spese antipandemia possono essere trovate attraverso "risparmi" nell'Mff, rivedendo le "priorità" in aree "che hanno meno probabilità di contribuire alla ripresa".

In particolare, rimarcano i quattro Frugali (Olanda, Austria, Svezia e Danimarca, ma il non-paper, che non impegna i proponenti, non li menziona esplicitamente), il fondo dovrà fare in modo che "tutti gli Stati membri siano preparati per la prossima crisi". Le risorse del Fondo di emergenza dovrebbero essere destinate alle "attività che contribuiscono di più alla ripresa" come la ricerca e l'innovazione, il rafforzamento del settore sanitario, la transizione verde, l'agenda digitale.

I quattro frugali concludono il documento ribadendo che l'obiettivo è "fornire attraverso il bilancio pluriennale Ue finanziamenti temporanei e mirati nonché offrire prestiti a condizioni favorevoli a chi è stato colpito duramente dalla crisi".

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