Economia: Istat, prezzi al consumo a maggio in lieve diminuzione

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La flessione congiunturale del Pil stimata allo scorso 30 aprile era stata del -4,7% mentre quella tendenziale era stata del -4,8%. La variazione acquisita del Pil italiano per il 2020 è pari a un calo del 5,5%: tanto crollerebbe l'economia se nel resto dell'anno le variazioni fossero nulle.

Tra i dati che rendono chiaro il costo della pandemia da Covid, l'Istat sottolinea che la spesa delle famiglie sul territorio economico ha registrato una diminuzione in termini congiunturali del 7,5%: in particolare gli acquisti di beni durevoli sono diminuiti del 17,5%, quelli di beni non durevoli dello 0,9%, quelli di servizi del 9,2%, mentre quelli dei beni semidurevoli sono diminuiti dell'11,4%.

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La domanda nazionale, al netto delle scorte, ha contribuito al calo del Pil di -5,5 punti percentuali, con i consumi delle famiglie e delle Istituzioni sociali private (ISP) che hanno contribuito per il -4%, gli investimenti fissi lordi hanno contribuito per il -1,5%, e per il -0,1% le Amministrazioni pubbliche.

Inoltre, alla contrazione dell'attività produttiva ha corrisposto una altrettanto decisa riduzione dell'input di lavoro sia in termini di ore lavorate, sia di ULA (Unità Lavorative per Anno), mentre le posizioni lavorative hanno registrato una sostanziale stabilità. "La flessione tendenziale dell'indice generale dei prezzi al consumo è imputabile prevalentemente alla dinamica dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati, che accentuano il loro calo (da -7,6% a -12,2%)" segnala l'Istituto. Il crollo della ricchezza prodotta dal Paese ha provocato la perdita di posti di lavoro con un milione di nuovi poveri che hanno bisogna di aiuto addirittura per mangiare. Le azioni messe in atto per fare fronte a queste perturbazioni nella fase di raccolta dei dati hanno consentito di elaborare e diffondere gli indici relativi al primo trimestre 2020. Andamenti congiunturali negativi del valore aggiunto sono rilevati in tutti i principali comparti produttivi, con l'industria che perde -8,1%. Nelle costruzioni il valore aggiunto è diminuito del 5,8% e nell'agricoltura dell'1,9%. Le importazioni e le esportazioni nel primo trimestre del 2020 sono diminuite a livello congiunturale, rispettivamente, del 6,2% e dell'8%.

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