"Enzo Bianchi deve lasciare Bose": la decisione (sofferta) di Papa Francesco

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Secondo Padre Guillermo León Arboleda Tamayo (abate e presidente della Congregazione Benedettina Sublacense-Cassinese), padre Amedeo Cencini (consultore della Congregazione per gli Istituti di Vita consacrata e le Società di Vita apostolica), e Anne-Emmanuelle Devêche (abbadessa di Blauvac) sono emersi "gravi problemi" per quanto riguarda "l'esercizio dell'autorità" di Bianchi. Fondata da Enzo Bianchi nel 1965, come riferisce stasera l'agenzia Sir, "la Comunità di Bose è composta attualmente da circa novanta membri, tra fratelli e sorelle, di sei nazionalità differenti". Al punto che qualcuno ipotizzò che il Pontefice volesse creare Enzo Bianchi cardinale, e sarebbe stato il primo cardinale laico (Bianchi è voluto rimanere fratello, senza ordinazione sacerdotale, per incarnare fino in fondo lo spirito della Chiesa delle origini). Lo ha diffuso il fondatore della comunità di Bose, Enzo Bianchi, in seguito alla richiesta espressa dalla Santa Sede di "lasciare temporaneamente la comunità e ad andare a vivere altrove".

A metà degli anni sessanta, a conclusione del Concilio Vaticano II, Bianchi aveva fondato in Piemonte questa comunità cristiana, in una frazione abbandonata del comune di Magnano, sulla Serra di Ivrea. "Mai però ho contestato con parole e fatti l'autorità del legittimo priore, Luciano Manicardi, un mio collaboratore stretto per più di vent'anni, quale maestro dei novizi e vicepriore della comunità, che ha condiviso con me in piena comunione decisioni e responsabilità". "Quando giunge il fallimento, la sconfitta, non rinunciare mai alla verità, perché anche nella umiliazione la verità va glorificata", ha scritto su Twitter Fratel Enzo.

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Vaticano: «Enzo Bianchi deve a lasciare la comunità di Bose»

Nel comunicato, pubblicato sul sito della comunità, la vicenda viene ricostruita in modo particolareggiato. Per prendere la sua decisione, Papa Francesco ha considerato tutti gli aspetti della vicenda.

Al termine "la Santa Sede è giunta a delle conclusioni sotto forma di un decreto singolare del 13 maggio 2020, a firma del Card". Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità. E che rischia invece di appannare il grande bene che lasciato il priorato Enzo Bianchi stava compiendo al fianco di Papa Francesco nei numerosi incarichi che gli sono stati recentemente conferiti o confermati. "Tale comunicazione - si legge ancora nella nota - è avvenuta nel massimo rispetto possibile del diritto alla riservatezza degli interessati". "Poiché, tuttavia, a partire dalla notifica del decreto, l'annunciato rifiuto dei provvedimenti da parte di alcuni destinatari ha determinato una situazione di confusione e disagio ulteriori" la Comunità ha ritenuto necessario rendere pubblico il provvedimento e i suoi destinatari. Antonella Casiraghi, già sorella responsabile generale, fr. Lino Breda, segretario della comunità, e fr. Goffredo Boselli, responsabile della liturgia. La volontà era quella di dare vita a una comunità monastica sul modello delle "comunità di base", cioè ispirata ai cristiani dei primi secoli.

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