Zangrillo: "Virus dal punto di vista clinico non esiste più"

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Non manca anche una lieve nota polemica contro quanti temevano una nuova ondata a inizio giugno: "Circa un mese fa sentivamo epidemiologi temere per la fine del mese e inizio giugno una nuova ondata e chissà quanti posti di terapia intensiva da occupare". Invece al 31 maggio in covid non esiste più e questo lo dice uno studio fatto dal virologo/direttore dell'Istituto di virologia professor Clementi, lo dice assieme alla Emory University di Atlanta, il professor Silvestri. Zangrillo prende posizione: "Siamo alle solite: crediamo ai pallottolieri o alle reali evidenze cliniche del pronto soccorso e delle terapie intensive?". I tamponi eseguiti negli ultimi 10 giorni hanno una carica virale dal punto di vista quantitativo assolutamente infinitesimale rispetto a quelli eseguiti su pazienti di un mese, due mesi fa.

"Sono tre mesi che tutti ci sciorinano una serie di numeri che hanno evidenza zero - ha aggiunto il primario - che hanno valore zero: siamo passati da Borrelli, da Brusaferro, al presidente del Consiglio superiore di sanità".

Se prima aveva cioè un "armamentario bellico potentissimo, per usare una metafora, ora le armi di cui dispone sono minori". "Mi viene veramente da ridere".

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"Il coronavirus non esiste più". E il clinico ha risposto: "La firmo".

Motivo per cui il docente chiede di tornare quasi alla normalità in questa fase 2: "Continuare a terrorizzare il Paese - continua - è un qualcosa di cui qualcuno dovrebbe assumersi le proprie responsabilità". Sicuramente controcorrente rispetto a quelle di molti colleghi. Risponde a distanza Luca Richeldi, componente del Comitato tecnico scientifico: "Sbagliato dare messaggi fuorvianti che non invitano alla prudenza". "Non va però scordato- rileva - che questo e' il risultato delle altrettanto drastiche misure di contenimento della circolazione virale adottate nel nostro Paese". E a proposito delle Regioni, prosegue botta e risposta a distanza fra i Governatori in vista della possibilità per i cittadini di spostarsi su tutto il territorio nazionale dopo il 3 giugno.

In provincia di Varese si registrano altri 25 contagi (contro soli 4 di ieri), quasi quanto in tutta la città metropolitana di Milano, dove sono 32 (appena 13 a Milano città).

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