Coronavirus, si moltiplicano le accuse contro la Cina

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Solo dopo la visita a Pechino del direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Gebreyesus, il 28 gennaio scorso, la Cina accettò l'invio di una squadra dell'Oms per un'ispezione e solo il 30 gennaio scorso, l'Oms dichiarò l'emergenza sanitaria internazionale, esprimendo "rispetto e gratitudine" verso la Cina per l'impegno "incredibile" nel limitare la diffusione del nuovo coronavirus. Secondo le ricostruzioni, mentre l'Organizzazione mondiale della sanità sarebbe stata "frustrata" per il comportamento adottato dalla Cina. Ha ripetutamente ringraziato il governo cinese per aver condiviso la mappa genetica del virus "immediatamente", e ha detto che il suo lavoro e il suo impegno per la trasparenza sono stati "molto impressionanti, e al di là delle parole".

L'Oms ha criticato la Cina per la mancanza di trasparenza avuta nelle prime fasi dell'epidemia, ricordando che non può effettuare ispezioni in maniera indipendente. I documenti secretati sarebbero in possesso anche degli alti funzionari dell'Onu. Il motivo di un simile atteggiamento? "In base a dozzine di interviste e documenti interni, la colpa era dei controlli severi sull'informazione e sulla concorrenza all'interno del sistema sanitario pubblico cinese". L'inchiesta dell'agenzia di stampa americana è "completamente falsa", ha sostenuto il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, durante la consueta conferenza stampa, negando che Pechino all'inizio dell'emergenza Covid-19 abbia preso tempo e ritardato volontariamente la condivisione di informazioni cruciali, tra le quali il genoma del coronavirus. Le rivelazioni arrivano dopo che il presidente cinese Xi Jinping ha ribadito la tempestività delle informazioni fornite all'Oms e il taglio dei fondi all'organizzazione da parte di Donald Trump, che l'ha accusata di essere collusa con Pechino nell'aver nascosto l'estensione dell'epidemia. Il genoma del virus venne pubblicamente diffuso da parte delle autorità cinese solo l'11 gennaio 2020. Lo studio che ha convinto l'Oms a sospendere le ricerche, potrebbe avere "gravi questioni scientifiche" che ne mettono in questione l'attendibilità.

STUDI DISCUTIBILI
STUDI DISCUTIBILI

"Se la Cina avesse agito in modo responsabile una, due o tre settimane prima, il numero dei contagiati dal virus sarebbe stato minore rispettivamente del 66%, dell'86% e del 95%", viene spiegato nell'ambito di studio dell'università di Southampton. Il famoso studio apparso su Lancet che l'Organizzazione aveva preso come oro colato, come verità incontrovertibile e incontestabile è stato analizzato e messo in dubbio da fior di esperti e martedì Lancet e il New England Journal of Medicine si sono entrambi pronunciati con preoccupazione contro l'articolo e sull'interpretazione dei dati contenuta in esso.

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Dal pomeriggio progressiva attenuazione dei fenomeni e della nuvolosità' a partire da ovest, con ampi rasserenamenti in serata. Venerdì 5 giugno condizioni di marcata instabilità.

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