Dl Scuola, divisori in plexiglass: comunicato SISA 6/06

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"Questi mesi di distanza obbligata lasceranno in ognuno di noi un vuoto di emozioni controverse che difficilmente sapremo colmare, senza una ferma volontà da parte di tutte le istituzioni, nel perseguire un po' di normalità per famiglie e giovani che frequentano le nostre scuole".

La scuola ha chiuso e non ha più riaperto.

Non si intende disconoscere in questo periodo di pandemia l'importanza dell'insegnamento a distanza (anche come strumento integrativo della didattica ordinaria), né l'esigenza di salvaguardare la salute di insegnanti, studenti e personale scolastico, si vuole solo evidenziare che necessita la ricerca di un giusto equilibrio tra la tutela della salute e il diritto dei ragazzi a non essere privati della loro comunità e del loro futuro. Ma quest'anno il "gran finale" sarà diverso. Un saluto condiviso anche dal sindaco di Sabbioneta Marco Pasquali dalla propria pagina Facebook, per ricordare che - pur differente da tutti gli altri - questo 6 giugno 2020 sarà comunque ricordato come l'ultimo giorno di scuola... Lo si fa solitamente per attaccare un personaggio pubblico, ma il passaggio è breve.

Nonostante i contro che vi abbiamo appena riferito, esiste certamente un pro che gioca decisamente a favore dei pannelli di plexiglass: infatti, date le condizioni delle nostre scuole, l'installazione dei pannelli appare essere l'unico modo concreto di provare a proteggere i nostri ragazzi nel momento in cui si deciderà di farli tornare tra i banchi tutti insieme senza doppi turni.

L'obiettivo è conciliare sicurezza sanitaria e ricchezza relazionale e formativa.

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Oggi si svolge lo sciopero della didattica online e a pochi giorni dall'esame di Maturità 2020 le polemiche sul prossimo rientro a scuola sono tantissime. Per realizzare tutto questo, naturalmente servono risorse finanziarie e umane adeguate.

Anche per i docenti non è stato affatto semplice affrontare questo nuovo modo di insegnare, basti pensare a coloro che erano ad un passo dalla pensione e hanno dovuto cimentarsi nel mondo digitale o a coloro che hanno rinunciato ad effettuare la live per problemi di gestione familiare, c' era chi doveva fare lezione con i bimbi piccoli in casa.

Tante le iniziative in programma per lunedì. Ad accorgersi di quello che stava accadendo è stata la mamma della ragazzina, in lacrime di fronte al computer collegato con la video conferenza e con l'insegnante che ancora stava parlando agli alunni.

La richiesta principale è che "l'esperienza della didattica a distanza (che come è ormai evidente aumenta le disuguaglianze, escludendo i più vulnerabili o chi ha bisogni educativi speciali, toglie ogni argine alla dispersione scolastica e sottopone gli studenti ad un'eccessiva esposizione agli schermi con possibili danni fisici e psichici) sia limitata al massimo, anche alle superiori".

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