Coronavirus, la gravità dei sintomi dipende anche dal gruppo sanguigno: la scoperta

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Le persone con gruppo sanguigno A hanno un rischio maggiore di sperimentare sintomi più gravi della COVID-19, l'infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV-2. In Italia lo studio è stato coordinato dal Policlinico di Milano e ha coinvolto anche l'Istituto Clinico Humanitas e l'Ospedale San Gerardo di Monza.

Il progetto "STORM, STudio OsseRvazionale sulla storia naturale dei pazienti ospedalizzati per Sars-Cov-2" è frutto di una collaborazione internazionale tra centri di ricerca clinica di Italia e Spagna - due tra le nazioni più colpite duramente dall'emergenza COVID-19 - e genetisti tedeschi e norvegesi.

"Con la nostra ricerca abbiamo stabilito che il gruppo sanguigno - spiega Luca Valenti, coordinatore italiano dello studio e medico del Centro Trasfusionale del Policlinico di Milano - è uno dei principali fattori ereditari che predispongono a sviluppare una malattia più grave per la Covid-19".

"La novità della nostra ricerca - commenta Daniele Prati, direttore del Centro trasfusionale del Policlinico di Milano - è che nei pazienti presi in esame abbiamo analizzato tutti i marcatori dell'intero genoma, confermando per la prima volta in maniera sistematica che il gruppo sanguigno è uno dei fattori principali che portano a predire la gravità dei sintomi". "E dato che il gruppo sanguigno è ereditario, è possibile concludere che è ereditaria anche la predisposizione ai sintomi più gravi per questa malattia". L'obiettivo è quello di prevedere su quali persone sono più probabili eventuali complicazioni e soprattutto come migliorare le strategie di prevenzione per trattamenti ben mirati e, dunque, per vaccini più efficaci.

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Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.534 a Piacenza (nessun nuovo caso), 3.622 a Parma (+5), 4.981 a Reggio Emilia (+ 4), 3.939 a Modena (+1), 4.740 a Bologna (+12), 402 casi positivi a Imola (nessun nuovo caso); 1.010 a Ferrara (+2). In questo modo i medici potranno preparare in anticipo le migliori strategie di prevenzione e trattamenti più mirati.

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Una cosa deve essere chiara: lo studio non dice che i gruppi sanguigni influenzino il rischio di contrarre il Coronavirus. Il lavoro dimostra che il gruppo sanguigno 0 è associato ad un rischio più basso di sviluppare una infezione clinicamente grave mentre il gruppo sanguigno A è associato a un rischio più elevato.

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