Razzismo, Coca Cola sospende pubblicità su Facebook

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Coca Cola ha annunciato ieri in serata di essersi unita al boicottaggio di Facebook, Instagram, YouTube, Twitter e degli altri social media.

La Coca Cola si unisce al boicottaggio di Facebook e degli altri social.

L'accusa alle piattaforme è quella di non fare abbastanza per combattere la presenza di contenuti d'odio e razzismo nelle proprie piattaforme. Al boicottaggio, promosso dalla campagna Stop Hate for Profit, hanno aderito altri colossi come Unilever e Verizon. Scatterà il primo luglio lo stop alla pubblicità, un settore che costituisce l'asse portante del gigante social se si considera che gli utili dichiarati provengono per il 99% proprio dalla vendita di spazi pubblicitari. "Coca Cola Company sospenderà la pubblicità a pagamento su tutte le piattaforme social a livello globale per almeno 30 giorni", è quanto comunica James Quincey, Chairman and CEO della The Coca-Cola Company.

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Un portavoce della piattaforma ha dichiarato, in risposta alle accuse mosse da queste grandi società: "Investiamo miliardi di dollari ogni anno per mantenere la nostra comunità sicura e lavoriamo costantemente con esperti esterni per rivedere e aggiornare le nostre policy". E secondo il Bloomberg Billionaires Index, con il calo di 56 miliardi di dollari del valore di mercato di Facebook il patrimonio del suo fondatore e' sceso a 82,3 miliardi di dollari.

Zuckerberg ha tentato di difendersi e, per fermare la fuga delle pubblicita', ha annunciato che Facebook inizierà a 'etichettare' e segnalare tutti i post che includono informazioni legate alle elezioni con un link, allo scopo di incoraggiare gli utenti a verificare i fatti. Una categoria piuttosto vasta e che non sempre va a colpire solo gruppi terroristici o davvero suprematisti e che invece molte volte incide contro la narrazione anti-globalista o genericamente conservatrice o sovranista.

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