Coronavirus, Zaia: "Ordinanza non restrittiva ma per più controlli sugli isolamenti"

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"Se una persona è positiva al coronavirus, penso che debba essere messa in condizione di non trasmettere". Ecco ciò che prevede la nuova ordinanza regionale in vigore da oggi, annunciata dal presidente Luca Zaia. Ordinanza arrivata oggi che rende obbligatorio il tampone per chi proviene dall'estero.

L'articolo Dirette Zaia, Villanova (ZP): "il Veneto non è l'unione sovietica di Azzalin, stop alle farneticanti richieste di un PD traumatizzato" proviene da Parlaveneto. Il Veneto non ha ripreso l'onda dei contagi, c'è una sorta di volontà a livello nazionale che non è tanto coerente con quanto accaduto.

Per chi rientra dall'estero per motivi di lavoro è obbligatorio il tampone, gratuito, e un secondo a distanza di 5-7 giorni se il primo risulta negativo.

Zaia ha voluto spiegare come non si parli di Paesi "poveri", tradizionalmente oggetto di emigrazione, ma di Paesi di vario tipo, sollevando la questione dei "contagi transfrontalieri", una emergenza che si sta verificando in varie nazioni.

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Una spaventosa frana si è verificata nello stato del Myanmar all'interno di una miniera di giada . Dramma in Mynamar dove si è registrato, mercoledì 2 luglio, il crollo di una miniera di giada .

Arrivano anche pene piu severe. "Per questi ultimi è prevista una denuncia d'ufficio all'autorità giudiziaria", spiega Zaia. Siamo passati dal rischio basso a rischio elevato da un RT passato da 0,43 a 1,63.

Il presidente delle Regione Veneto, anche durante una intervista a Sky Tg 24, ha ribadito che la maggiore preoccupazione per i "veneti" è riconducibile ai casi di "virus importati". I lavoratori - e le badanti - dovranno così sottoporsi a un secondo tampone di accertamento, anche se il primo è risultato negativo.

La nuova ordinanza prevede anche la denuncia obbligatoria, da parte dell'Ulss, qualora una persona positiva rifiuti il ricovero ospedaliero. "Non faremo lockdown o altre menate, qualcuno si diverte a dare fake news". Sarebbe opportuno e utile - precisa - poter obbligare al trattamento chi è positivo con sintomi ma rifiuta di collaborare.

"Dopo tanta insistenza l'uomo viene ricoverato il 1° luglio e ora è in rianimazione". "Abbiamo due isolamenti: il positivo isolato e curato e l'isolato preventivo". Lo ha detto a Sky il virologo Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di microbiologia e virologia e dell'università di Padova. Proprio perché, l'attuale fase è una sorta di "limbo in cui conviviamo con il virus" che "è ancora nel territorio". Non avanziamo pretese in ambito medico-scientifico e riportiamo i fatti così come sono.

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