Covid, vaccino Moderna entra nell'ultima fase di sperimentazione

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Un altro vaccino sta per entrare nella fase più critica ovvero il test sull'uomo.

"Ed è la combinazione di questi due fattori che confidiamo possa proteggere le persone", ha aggiunto, pur ammettendo che "resta ancora molto da fare" per passare da questa "fase importante" di sperimentazione all'auspicato, ma non certo, esito finale di un vaccino efficace da rendere disponibile al pubblico. Il vaccino anti-Covid proveniente dagli States potrebbe richiedere la somministrazione di due dosi a distanza di un mese l'una dall'altra. E' tuttavia necessaria una seconda iniezione a 30 giorni circa dalla prima, perché si osservi l'induzione di anticorpi neutralizzanti; anche in questo caso, i dati ottenuti dopo la seconda dose sono paragonabili a quelli che si osservano in pazienti convalescenti, guariti dal virus.

Sul Web il progetto è sostenuto dall'associazione "1DaySooner", che negli scorsi mesi ha reclutato decine di migliaia di volontari (al momento siamo a 32'665, provenienti dal 140 Paesi diversi), pronti a farsi infettare con il virus.

Il vaccino sperimentale, sviluppato dai colleghi di Anthony Fauci - il massimo esperto di malattie infettive sul suolo americano - presso il National Institutes of Health e Moderna Inc. "L'azienda produttrice ha annunciato una riduzione del 62% del rischio di mortalità - spiega Maria Gabriella Santoro, virologa dell'Università di Roma Tor Vergata - Non dobbiamo però dimenticare che la produzione è costosa e richiede tempo, e che il farmaco, oltre a dare effetti collaterali, può anche indurre resistenza".

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Questo è un problema perché il fumo è un alto fattore di rischio quando si tratta del coronavirus e dei casi più gravi. Alcuni esperti sanitari e funzionari pubblici hanno messo in dubbio persino la loro reale esistenza.

Raab, ha giudicato "inaccettabile che i servizi di intelligence russi prendano di mira chi lavora alla lotta contro la pandemia di coronavirus".

Ad oggi, si legge sempre sul sito della Bbc, in tutto il mondo esistono studi clinici su 23 vaccini contro il Covid.

La lettera a sostegno di questo tipo di studi è stata firmata, tra gli altri, dai Nobel Mario Capecchi, del Department of Human Genetics, University of Utah School of Medicine, Carol Greider della Johns Hopkins University School of Medicine e Lou Ignarro, emerito dell'Ucla School of Medicine, ma anche da Adrian Hill, direttore del Jenner Institute dell'Università di Oxford, che possiede uno dei principali prototipi di vaccino contro il coronavirus.

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