Lancet: "Dal vaccino di Oxford una forte risposta immunitaria"

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Una prima consegna di 10 milioni di dosi dovrebbe iniziare già entro il quarto trimestre 2020, previo successo clinico e approvazione normativa, con ulteriori 20 milioni di dosi da consegnare nel 2021. Gli autori invitano comunque alla cautela, perché la messa a punto del vaccino e la successiva sperimentazione della risposta immunitaria sono misurate in laboratorio. Nel 90% dei casi una dose del vaccino ha indotto alla produzione di anticorpi specifici sino al 56esimo giorno dello studio, così come di linfociti T, particolarmente efficaci nella lotta contro il Covid in quanto sono in grado di attaccare i patogeni e distruggerli. Ma i primi riscontri scientifici sul vaccino dell'Università di Oxford, il cui vettore virale è fatto a Pomezia e che verrà infialato ad Anagni, sono incoraggianti.

Gli effetti collaterali evidenziati nel 70% dei volontari sono mal di testa, febbre e nausea ma i sintomi sono lievi e facilmente curabili.

"Questa nuova partnership con alcune delle principali società farmaceutiche e di vaccini del mondo garantirà al Regno Unito la possibilità di assicurarsi un vaccino che protegga le persone più a rischio", ha dichiarato il segretario commerciale Alok Sharma.

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Ma l'obiettivo è di essere al parco chiuso nella stessa posizione anche domani e sarà difficile. Per scoprire i veri valori in pista, non ci resta che aspettare la gara di domenica.

Per il momento i risultati, ottenuti in tempo record, sono promettenti: dopo aver dimostrato sicurezza ed efficacia sugli animali, la sperimentazione sull'uomo del candidato vaccino italo-britannico è entrata in una fase cruciale. "Continuiamo ad investire sulla ricerca scientifica come chiave per sconfiggere il virus".

Su Twitter, il premier britannico Boris Johnson ha definito "molto positive" le notizie relative ai test sul vaccino di Oxford.

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