"Censurato ma io me frego", Achille Lauro pubblica poster di '1990'

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Achille è impegnato nella promozione del suo nuovo album, 1990, che uscirà domani.

L'album è uscito a mezzanotte di venerdì 24 luglio e da subito ha dovuto fare i conti con la censura. L'assenza dell'artista è totale e lascia il palcoscenico al suo alter-ego giocattolo: una bambola dal look androgino, per ritrovare i segni delle sue radici musicali immerse proprio in quell'immaginario. Lauro denuncia, quindi, che per qualche ragione estetica e di pudore il manifesto che riprenderebbe una delle versioni bambole del cantante su un crocifisso fatto di gomme da masticare, non sarebbe piaciuto a chi decide sulle affissioni pubbliche. È stato lo stesso artista a denunciarlo con un post su Instagram. Vediamo cosa ha detto.

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Il Genoa fatica tuttavia a rendersi pericoloso, anche perché sono pochi i palloni puliti che arrivano agli attaccanti. A centrocampo Cassata non era disponibile quindi abbiamo optato per Rovella , ma non possiamo chiedere tutto a lui.

"Questa é l'immagine che avreste visto oggi nel maxi-cartellone di Corso Como a Milano ma la pesante mano della censura delle pubbliche affissioni lo ha impedito". Il disco arriva dopo la partecipazione al Festival di Sanremo, dopo l'uscita di 16 marzo (certificato disco d'oro) e di Bam Bam Twist ai vertici delle classifiche radiofoniche, e prima di un autunno che per Achille Lauro promette grandi sorprese.

Tra il sacro e profano, il racconto di redenzione dell'ex trapper, affidato soprattutto ai sette intermezzi narrativi che introducono le sette tracce, non è nulla di particolarmente originale, ma va a inserirsi nel filone disegnato da Lauro in questo ultimo anno di carriera, dall'exploit dance del singolo 1990 del 2019 alla parentesi 'francescana' di Sanremo. Un album personale, del quale ha parlato dicendo: "Questa è come una testimonianza". Dormivamo su un cazzo di materasso per terra, via Monte Cervialto precisamente. "Eravamo veramente pazzi. Per tutti i pischelli che non gliel'hanno fatta - Roberto, Matteo - essere qui o essere in cielo è uguale", conclude.

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