UBI Banca non soddisfatta del rilancio di IntesaSanpaolo

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Nell'azione legale al tribunale di Milano su "Mac" (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 24 lug - Si e' svolta oggi al tribunale di Milano l'udienza dell'azione giudiziale avviata da Ubi Banca volta ad accertare che gli effetti della comunicazione del 17 febbraio 2020 (con cui Intesa annunciava il lancio dell'ops su Ubi) sono cessati, con tutte le relative conseguenze, incluso il venir meno della 'passivity rule' in capo a Ubi Banca. "Nel caso in cui Intesa non riesca a dismettere sportelli di proprietà di Ubi, Intesa sarà obbligata a cedere sportelli di sua proprietà idonei a produrre nei mercati interessati effetti almeno equivalenti a quelli derivanti dalla cessione di sportelli Ubi".

Inoltre, le valutazioni condotte con il supporto degli Advisor Finanziari evidenziano che il Corrispettivo Incrementato esprime, al 21 luglio 2020, un concambio implicito pari a 2,00x, ancora inferiore sia alla media e sia alla mediana dei concambi risultanti dall'applicazione delle metodologie utilizzate dal Consiglio di Amministrazione pari, rispettivamente, a 2,40x e 2,27x. Tuttavia, l'aumento del Corrispettivo ancora non riconosce appieno il valore complessivo di UBI Banca e non remunera adeguatamente il contributo che UBI Banca darebbe al valore della combined entity e alla creazione delle sinergie prospettate da ISP. "Tale differenza risulta solo parzialmente colmata dalla componente in denaro, pari a massimi 652 milioni di euro". E che le nuove condizioni stiano facendo breccia nell'azionariato di Ubi emerge anche dall'andamento delle adesioni, salite al 26,406%, grazie all'apporto, nella giornata di ieri, di oltre il 9% del capitale, il dato più alto dall'avvio dell'Opas.

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Anche in Italia lo stiamo vedendo, con diverse persone provenienti proprio da quei Paesi che stanno mettendo in allerta il Sistema Sanitario Nazionale.

Gli azionisti di Ubi hanno a disposizione ancora tre giorni di Borsa aperta, fino al 28 luglio, per apportare le proprie azioni. Tra i grandi soci è arrivato il sì delle Fondazioni Crc (5,9%) e Banca del Monte di Lombardia (3,9%), di Cattolica (1%) e del patto dei soci bresciani (8%) mentre quello degli azionisti bergamaschi ha ritirato il suo no lasciando "libertà di adesione" agli aderenti. Il Codacons ha presentato esposti alla Consob e alle Procure di Bergamo e Milano, chiedendo di verificare la "correttezza dell'operato delle filiali di Ubi, per la possibile fattispecie di manipolazione del mercato e perché venga fornita una informazione corretta e trasparente a tutti gli azionisti coinvolti".

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