Morta Daisy Coleman, il suo dramma raccontato su Netflix

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La notizia fece scalpore a livello nazionale, e la famiglia Coleman fu costretta a lasciare il Maryland per via degli abusi e delle minacce subite online e a scuola da Daisy dopo l'accaduto. La ventitreenne si è suicidata.

Daisy Coleman, la protagonista del documentario di Netflix "Audrie & Daisy", si è tolta la vita. Audrie è stata violentata a settembre del 2012, mentre si trovava a Saratoga, in California. Il documentario in questione si chiama 'Audrie & Daisy', e narra anche l'analoga triste vicenda subita da un'altra ragazza, Audrie Pott, che pure non resse al dolore per quanto vissuto e si tolse a sua volta la vita nel 2012.

"Non si è mai ripresa da ciò che quei ragazzi le hanno fatto e non è giusto. La mia bambina se n'è andata", ha dichiarato la madre di Daisy Coleman per comunicare la sua scomparsa. "Mia figlia Catherine Daisy Coleman si è tolta la vita stanotte", ha scritto Melinda Coleman, "era la mia migliore amica e una figlia fantastica". Ma non ci riesco.

Daisy era stata violentata a soli 14 anni mentre era a una festa a Maryville, nel gennaio 2012. Non posso. Vorrei poter potuto farmi carico io del suo dolore! Nei mesi successivi, nessuno venne mai condannato. Raccontava la storia delle due ragazze Audrie Pott e Daisy Coleman, che sono state abusate carnalmente.

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Nuovo amore per la cantante? Anzi, pare che la cantante abbia trovato un nuovo amore al quale ha dedicato un post sui social. Una separazione molto triste e dolorosa che all'epoca ha sconvolto le migliaia di fan della storica coppia.

Nel 2016 su Netflix è uscito il documentario Audrie & Daisy, nel quale sono state raccontante le storie di violenza sessuale, quella di Audrie Pott e Daisy Coleman.

SafeBAE nelle scorse ore ha ricordato la propria attivista morta in maniera tragica: "Daisy ha combattuto per molti anni sia per guarire dal suo stupro sia per prevenire la futura violenza sessuale tra gli adolescenti".

La cattiveria umana può arrivare davvero lontano: la ragazza non solo era stata vittima di violenza sessuale ma per quello veniva continuamente molestata e anche bullizzata a scuola e sui social network.

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