Beirut, proteste antigovernative: scontri tra manifestanti e polizia

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Ora invece emerge appunto che sono molti di più gli italiani coinvolti nelle gravissime esplosioni, che hanno messo in ginocchio Beirut, cambiando i 'connotati' della capitale libanese, circa 48 ore fa.

Il bilancio, ancora provvisorio, delle vittime delle esplosioni che martedì hanno devastato Beirut continua ad aggravarsi. Le autorità portuali, la dogana e alcuni servizi di sicurezza erano tutti consapevoli del fatto che vi erano immagazzinati materiali chimici pericolosi.

Il carico di nitrato d'ammonio era arrivato a Beirut a bordo di una nave, la Rhosus: era partita dalla Georgia e sarebbe dovuta arrivare in Mozambico ma, quando l'armatore si era reso conto di non poter pagare il passaggio al canale di Suez, aveva deciso di fermarsi a Beirut.

Al momento del secondo scoppio, è stata violentemente colpita.

Roma, niente intesa con Al Baker. Ora Friedkin è molto più vicino
La Roma è pronta a cambiare proprietà e Dan Friedkin non sarebbe più il solo ed unico uomo interessato all'intero pacchetto. L'altro invece è nato in Kuwait e risponde al nome di Fahad Al-Baker .

Ci sarebbe anche una cittadina italiana fra i morti a Beirut a causa della terribile esplosione che nel tardo pomeriggio del 4 agosto ha letteralmente raso al suolo l'area del porto della città libanese. Dopo l'esplosione, la crisi alimentare "peggiorerà ulteriormente", perché i silos di grano presenti nel porto sono andati completamente distrutti.

"Il militare che è rimasto ferito è ora nella base di Shama".

" Penso che lì ci fossero degli armamenti". Non si conoscono le generalità dei dieci feriti nell'esplosione, né è chiaro quali siano le loro condizioni di salute. Gli sfollati sono oltre 300mila. I manifestanti si sono radunati per protestare nel centro della città raccogliendosi nelle strade che portano alle sedi di governo e Parlamento.

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