Morto Cesare Romiti, storico dirigente della Fiat

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"Sta lottando come un leone ma si sta spegnendo", aveva scritto il giornalista, tra i massimi esperti del mondo Fiat. Negli anni '80 Romiti è un manager potentissimo.

Cesare Romiti è legato anche alla città di Colleferro, lavorò infatti nel 1947 alla Bpd, azienda chimica che produceva polvere da sparo ed esplosivi come direttore finanziario. Amministratore di importanti imprese, recò al gruppo Fiat la sua esperienza di uomo della finanza, contribuendo a consolidarne la presenza nel settore automobilistico e a diversificarne le attività. Nel 1987, la Fiat ha un fatturato proiettato verso i 40.000 miliardi di lire, cosa che fa dell'azienda torinese il secondo gruppo italiano, dietro all'Iri. Fiat con Romiti è diventata una conglomerata, c'è dentro un pò di tutto.

Nel 1997 Romiti succedette a quest'ultimo nel ruolo di presidente dell'azienda torinese, prima di lasciarla definitivamente nel 1998 per passare al vertice di Rcs-Corriere della Sera. Per questo motivo io so che, nel giudicarlo migliore del presente, forse non sono obiettivo. "Anche se avessi il desiderio di entrare in politica non ne sarei capace".

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Fondamentale poi il suo passaggio ad Alitalia forte dei suoi buoni rapporti con Enrico Cuccia, step fondamentale per il suo approdo nel 1974 in Fiat dove due anni più tardi diventa amministratore delegato, assumendo poi la presidenza nel 1980. Mai una tessera di partito, solo una tentazione, avrebbe confessato anni dopo in una intervista, quando Silvio Berlusconi gli chiese di candidarsi sindaco a Roma contro Walter Veltroni (ma poi scelse Antonio Tajani). L'uscita da Gemina nel 2007.

E' morto Cesare Romiti.

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