Addio a Cesare Romiti, storico manager della Fiat di Gianni Agnelli

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Quella battuta d'arresto lo portò, dopo una liquidazione monstre di oltre 100 milioni di euro, ad un mondo che l'aveva sempre affascinato, quello dell'editoria attraverso la presidenza della Rcs. Gli scioperi che ne seguirono portarono alla storica marcia dei quarantamila che vide i colletti bianchi sfilare per le vie del capoluogo piemontese.

Figlio di un impiegato delle Poste, laurea in scienze economiche e commerciali, i suoi primi passi da manager, Romiti li ha mossi dal 1947 a Colleferro, nel Gruppo Bombrini Parodi Delfino. È un giorno storico per la Fiat ma anche per l'Italia, che scopre l'esistenza della sua "maggioranza silenziosa".

Nel 1998, Cesare Romiti lasciò la Fiat dopo averla portata in utile! Lavora per un breve periodo (1973) alla Italstat, azienda che lascia per approdare, sponsorizzato da Cuccia, al gruppo Fiat nell'ottobre del 1974, ovvero nel periodo della crisi petrolifera. I sindacati cedono: firmano un accordo per la cassintegrazione a zero ore di 22.000 dipendenti, piegandosi al manager romano, anima segreta della marcia dei colletti bianchi.

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Seppe affrontare con grinta e coraggio la miscela più esplosiva, quella che coniugava la rivolta sindacale con i venti gelidi del terrorismo che lambivano anche molti salotti insospettabili non solo in Piemonte ma anche a Milano e in Veneto. Romiti e il direttore del personale di allora - sottolinea Minoli - hanno avuto il coraggio di incarnare quel popolo e di dargli voce ed è lì che si è rovesciato il rapporto col sindacato così come con Berlinguer.

Gli anni Novanta sono tutt'altro che rosei: la Guerra del Golfo provoca un calo delle vendite delle auto e l'azienda e il marchio Fiat scende in Italia sotto il 40% e scivola al 10% in Europa. Nel 1968 la BPD, questo l'acronimo della sua azienda, si fonde con la Snia Viscosa e Romiti assume l'incarico di Direttore Generale del nuovo soggetto economico. E quando lasciò, "nel giro di pochi anni, morirono Gianni Agnelli e Umberto Agnelli, e la Fiat rimase senza guida".

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