Scuola, il documento dell’ISS: come gestire casi e focolai

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C'è un protocollo che e' in corso di elaborazione da parte dell'Istituto superiore di Sanita che prevede misure appropriate alla situazione specifica.

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Questo indica che, al netto dei casi asintomatici identificati attraverso attività di screening/tracciamento dei contatti e dei casi importati da Stato estero (categorie non mutuamente esclusive), "il numero di casi sintomatici diagnosticati nel nostro Paese è stato sostanzialmente stazionario nelle scorse settimane". Quindi purtroppo, in certi casi chiudere la scuola.

A questa crescita dei contagi non è però seguito un sovraccarico delle strutture ospedaliere. Al momento si tende a riudurre ogni allarmismo mediatico ma la preoccupazione dei sanitari resta alta per i casi che affluiscono nei reparti con ormai regolarità. Questo anche grazie al fatto che l'età media dei contagi si è molto abbassata. La chiusura di una scuola o parte della stessa dovrà essere valutata in base al numero di casi confermati e di eventuali 'cluster' e in base al "livello di circolazione del virus all'interno della comunità". L'Istituto Superiore di Sanità (ISS), in collaborazione con il Ministero della Salute, il Ministero dell'Istruzione, INAIL, Fondazione Bruno Kessler, Regione Emilia-Romagna e Regione Veneto, ha reso pubblico l'ultimo rapporto COVID-19, alla vigilia della riapertura delle scuole italiane.

Identificare un referente scolastico per il Covid-19 adeguatamente formato, tenere un registro degli eventuali contatti tra alunni o tra personale di classi diverse, richiedere la collaborazione dei genitori per misurare ogni giorno la temperatura del bambino e segnalare eventuali assenze per motivi di salute riconducibili al Covid-19.

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E allora vediamo insieme quali sono i punti salienti del documento che considera casi riguardanti sia gli alunni che gli operatori scolastici. "Per valutare il possibile impatto dell'epidemia in ambito scolastico è necessario fare alcune riflessioni preliminari".

In quanto al come gestire la quarantena in casi conclamati sarà il dipartimento di prevenzione presso la Asl a decidere. Sintomi più comuni nella popolazione generale: febbre, brividi, tosse, difficoltà respiratorie, perdita improvvisa dell'olfatto (anosmia) o diminuzione dell'olfatto (iposmia), perdita del gusto (ageusia) o alterazione del gusto (disgeusia), rinorrea/congestione nasale, faringodinia, diarrea (ECDC, 31 luglio 2020).

Se un alunno dovesse risultare positivo le scuole dovranno attuare una sanificazione straordinaria, tuttavia nel documento viene precisato che: "un singolo caso confermato non dovrebbe determinarne la chiusura, soprattutto se la trasmissione nella comunità non è elevata". "Pertanto l'Rt nazionale deve essere sempre interpretato tenendo anche in considerazione il dato di incidenza". Per tale motivo e' raccomandata una didattica a piccoli gruppi stabili (sia per i bambini che per gli educatori).

Difficile stimare al momento quanto la riapertura delle scuole possa incidere su una ripresa della circolazione del virus in Italia, mettono nero su bianco gli esperti dell'Iss: "In primo luogo non è nota la trasmissibilità di Sars-CoV2 nelle scuole".

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