Covid, somministrata a una donna la prima dose sperimentale del vaccino italiano

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Tornando al vaccino "entro fine anno se continuiamo a essere bravi oltre che a correre veloci, perché la sola velocità a volte è nemica del bene, contiamo di chiudere questa fase e in primavera di avere la formula farmacologica commerciabile di un vaccino tutto italiano, sviluppato da un'azienda italiana", testato "dallo Spallanzani, con volontari italiani". Il vaccino che sarà sperimentato allo Spallanzani è interamente italiano ed è nato grazie a un protocollo siglato a marzo tra il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il ministro della Salute, Roberto Speranza, il ministro dell'Università e della Ricerca scientifica, Gaetano Manfredi, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l'Irccs "Spallanzani".

"Il primo volontario a cui stamattina è stata inoculata la dose di vaccino verrà tenuto in osservazione per 4 ore da una equipe poi tornerà a casa e verrà monitorato per 12 settimane - ha spiegato Vaia -".

La notizia del primo test sull'uomo all'Inmi Spallanzani di Roma per il vaccino italiano anti-Covid ha scatenato sui social il fronte 'no-vax'. La sperimentazione, sarà effettuata su novanta volontari suddivisi in due gruppi per età: 45 tra i 18 e i 55 anni, altrettanti di età superiore ai 65 anni. Fondamentale, in caso di risposta immunitaria adeguata e protettiva, sarà anche capire quanto tempo essa durerà.

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Di questi 35 nuovi positivi, 12 si riferiscono a soggetti provenienti dall'estero o contatti di precedenti casi di rientro. Continuano ad essere oltre i 400 i nuovi casi di contagio: nello specifico i nuovi casi registrati in 24 ore sono 403.

L'obiettivo è quello di avere il vaccino 'operativo' per la prossima primavera. Il Direttore dello Spallanzani ha detto: "Cominciamo la cosiddetta Fase 1, che è la fase della sicurezza e della immunogenicità: vale a dire che non ci devono essere effetti collaterali e che deve essere in grado di sviluppare anticorpi naturalizzanti".

A fare da contrappunto a questi commenti negativi c'è invece chi crede nell'immunizzazione come arma per sconfiggere il coronavirus Sars-CoV-2.

Ricordiamo che la proteina S del coronavirus, quella che forma le caratteristiche strutture a "ombrellino" attorno al guscio esterno (peplos o pericapside), viene utilizzata dal patogeno per legarsi al recettore ACE2 delle cellule umane, scardinare la parete cellulare, riversare all'interno l'RNA virale e avviare il processo di replicazione, che determina l'infezione chiamata COVID-19. "Credo nella scienza italiana ha dichiarato la volontaria -". Al momento, in base ai dati diffusi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, ci sono attualmente 169 vaccini candidati in sperimentazione: 30 già testati sull'uomo (una manciata è in fase 3) e i restanti ancora in pre-clinica, ovvero vengono ancora testati su modelli animali e in provetta.

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