Ecco come Alexei Navalnyj attaccava Putin pochi giorni prima dell'avvelenamento

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Molti Paesi, tra cui l'Italia, dopo l'identificazione da parte delle competenti autorità tedesche di un agente nervino quale causa dell'avvelenamento dell'attivista russo Alexei Navalny, hanno duramente condannato quanto accaduto: "Si tratta di un crimine che condanniamo con forza e che rende ancora più impellente la necessità che la Federazione Russa chiarisca con rapidità e trasparenza le responsabilità dell'accaduto".

Un laboratorio tedesco ha individuato la sostanza tossica come appartenente al gruppo Novichok e ciò rafforza i sospetti su un coinvolgimento del Cremlino nel caso.

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Tante sono le imprese che vantano crediti per lavori iniziati e mai finiti per via della guerra. E poi c'è l'Eni, che in collaborazione con la libica Noc fornisce energia al mercato locale.

Ecco le parole di Lukashenko: "Prima che Angela Merkel dichiarasse che qualcuno cercava di mettere a tacere Navalny, avevamo intercettato una conversazione, una chiacchierata tra Berlino e Varsavia". E si insiste sulla tempestività delle reazioni in Russia, dopo il malore di Navalny in aereo, respingendo ogni accusa. Ma ora che l'oppositore è a Berlino, ricoverato in coma farmacologico alla Clinica Charité, le analisi mostrano risultati ben diversi e rafforzano inevitabilmente i sospetti che dietro l'avvelenamento possa esserci il Cremlino. "Vorrei che questi tempi non arrivassero più, ma ho una sorta di stabile sensazione di déjà vu", ha concluso. Il Cremlino, oltre a respingere l'accusa, per bocca del ministro degli Esteri, Sergey Lavrov, ha fatto sapere che Mosca è stata accusata di non aver lanciato un'indagine sulla situazione dell'oppositore russo Alexey Navalny, ma questo non è vero. "In questa fase - ha replicato Stano - non c'è alcuna indagine" sull'avvelenamento di Aleksei Navalny in Siberia. A conferma la presenza e l'uso del Novichok è stato anche un altro esperto, considerato anch'egli legato allo sviluppo del programma sull'A-234, il nome "scientifico" dell'agente nervino, ossia Leonid Rink.

Ci potrebbero essere ripercussioni anche sul progetto Nord Stream 2, che dovrebbe portare gas russo in Europa. Il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, durante l'incontro con la stampa a Bruxelles, ha risposto, ad una domanda impegnativa: l'Ue sta pensando a sanzioni nei confronti della Russia?

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