Solo l'età non determina se si è lavoratori fragili

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Insomma non basta soltanto l'età per stabilire se un lavoratore rischia di più dopo aver contratto Covid-19. Il documento, che fa una rassegna delle norme esistenti in materia, è stato stilato pensando soprattutto alla scuola. Con la nuova circolare il dato sarebbe quindi molto inferiore. Il criterio di fragilità, scrivono, "va individuato in quelle condizioni dello stato di salute del lavoratore rispetto alle patologie preesistenti che potrebbero determinare, in caso di infezione, un esito più grave o infausto". I ministeri precisano inoltre che "la maggiore fragilità nelle fasce di età più elevate della popolazione va intesa congiuntamente alla presenta di comorbilità che possono integrare una condizione di maggiore rischio".

Al 5 settembre, si consolida la tesi che ad essere a rischio siano solo i casi patologici, e che la non idoneità debba essere stabilità solo nei casi più gravi. "Il 96,1% dei soggetti deceduti - si legge - presenta una o più comorbilità e precisamente il 13,9% presentava una patologia, il 20,4% due patologie, il 61,8% ne presentava tre o più".

Le malattie che, insieme con il fattore anagrafico, possono rendere un soggetto a rischio, sono malattie cronico degenerative, come ad esempio patologie cardiovascolari, patologie respiratori e dismetaboliche.

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I lavoratori devono poter chiedere al datore l'attivazione di misure di sorveglianza sanitaria.

L'andamento crescente dell'incidenza della mortalità all'aumentare dell'età è correlabile alla prevalenza maggiore di queste patologie nelle fasce più elevate dell'età lavorativa; in aggiunta a queste patologie, sono state riscontrate altre a carico del sistema immunitario e oncologiche non necessariamente correlabili all'aumentare dell'età. "Le eventuali richieste di visita dovranno essere corredate dalla documentazione medica relativa alla patologia diagnosticata", si spiega nella parte operativa delle linee guida.

All'esito di tale valutazione, il medico esprimerà il giudizio di idoneità fornendo, in via prioritaria, indicazioni per l'adozione di soluzioni maggiormente cautelative per la salute del lavoratore o della lavoratrice per fronteggiare il rischio da SARS-CoV -2, riservando il giudizio di non idoneità temporanea solo ai casi che non consentano soluzioni alternative. La visita va ripetuta periodicamente. I medici competenti stanno intanto facendo le visite per conto degli istituti mentre per ora pochissimi si sono rivolti all'Inail.

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