Speranza: "Juventus-Napoli non si giocherà. Il campionato può proseguire in sicurezza"

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Numeri che non vengono giudicati preoccupanti, nè dai presidi nè dai ministri della Salute e dell'Istruzione e che saranno analizzati in una riunione ad hoc con i funzionari del Miur, il ministro e rappresentanti dell'Iss. "Sono le indicazioni della comunità internazionale". Il numero dei contagiati ha superato i 35 milioni. Ma rispetto a ieri sono molti di più i tamponi: ben 99.742 contro i 60.241 del giorno precedente.

COORDINAMENTO STATO-REGIONI - In questa "nuova fase" dell'emergenza Covid "è necessario ripristinare la massima condivisione fra Stato e Regioni - è l'auspicio del ministro - Le Regioni potranno assumere misure più restrittive" rispetto a quelle stabilite dal governo, "ma c'è bisogno di un coordinamento". Sarebbe sbagliato immaginare di esserne fuori. Anche il consigliere della Figc, Pietro Lo Monaco, dà ragione agli azzurri: "Si va verso questa strada - ha detto a Radio Kiss Kiss - Juventus-Napoli sarà rinviata a data da destinarsi". C'è una fase di peggioramento oggettivo, in Italia da 9 settimane i contagi sono in crescita.

Nella prima fase il virus aveva colpito un pezzo d'Italia geograficamente circoscritto. Nessuna Regione, nessuna realtà può sentirsi fuori dai rischi che tutto il Paese corre. La Lega serie A non ha ancora predisposto il rinvio della partita e nel caso della sconfitta i partenopei hanno già annunciato che presenterebbero ricorso in considerazione del fatto che lo stop è arrivato da un'autorità sanitaria. "Questi numeri sono sostenibili per il nostro Ssn che ha dimostrato la sua forza, con le sue donne e i suoi uomini, su cui tra l'altro stiamo continuando ad investire risorse molto significative". A queste parole è partito un applauso in Aula. Per questo il governo intende prorogare lo stato di emergenza fino al 31 di gennaio, valutazione corrispondente allo stato reale del paese. "Per questo bisogna continuare sulla linea della prudenza". "Lo stato d'emergenza è stato prorogato molte volte nella storia d'Italia".

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"Dentro questo nuovo dpcm proveremo a confermare le misure essenziali ma provando anche a dare un segnale al Paese di primo rafforzamentodi queste misure".

Quanto all'obbligo delle mascherine: " Nel Dpcm valutiamo l'estensione dell'obbligo anche all'aperto, in maniera continuativa e in ogni situazione in cui c'è il rischio di incontrare persone non conviventi". Lavoriamo nelle prossime ore per aumentare il livello dei controlli sugli assembramenti, non ce li possiamo permettere. Terzo punto, il lavaggio delle mani, l'igiene.

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