Juventus-Napoli, il caos continua: gli azzurri rischiano una penalità in classifica

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Quello che è successo, o meglio che non è successo, è noto. Io sposerei il buonsenso rinviando Juventus-Napoli, ma senza far diventare questo caso un precedente e riscrivendo subito dopo un nuovo protocollo. Lo comunica la società presieduta da Andrea Agnelli con una nota apparsa sul sito ufficiale e condivisa tramite i propri account social.

Ma alla base della decisione del Napoli, di non partire alla volta di Torino, ci sarebbero ben quattro documenti. Il club azzurro ha appena ufficializzato i risultati che non hanno riscontrato altre positività al coronavirus.

Al di là delle mille pieghe burocratiche della vicenda, Verdoliva ripercorre le tappe concitate della serata di sabato scorso, quando il carteggio tra l'azienda sanitaria, il Napoli e la Regione Campania è diventato insistente ed ha partorito la decisione: calciatori in quarantena a casa. Le voci sono legate alla Fiorentina squadra cui la famiglia Sarri è particolarmente legata.

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Secondo altre campane a Torino preferiscono un prestito biennale e senza obblighi di riscatto . Rocco Commisso è disposto a farlo partire, ma valuta il suo cartellino 60 milioni di euro .

Ma andiamo con ordine e analizziamo questi quattro documenti della discordia. E a nessun Giudice piace emettere una sentenza "perdente".

E qui veniamo al terzo punto: l'isolamento fiduciario. In tal senso, sulle eventuali ripercussioni, penalizzazione compresa, si è espresso il legale del club partenopeo Mattia Grassani: ecco le sue parole.

Infatti Spadafora aggiunge: "È evidente però che la situazione generale sia divenuta nelle ultime settimane ancor più complessa, tanto da non lasciare immune neppure il mondo del calcio nonostante le rigide regole adottate". Francesco Barra Caracciolo, riportata su "Il Mattino" del 5 ottobre, in cui, tra l'altro, si ribadisce come i provvedimenti della ASL siano "norme cogenti che pongono divieti, sanzionati penalmente e sul piano amministrativo". Questa è la prima parte dell'intervista. Volere giocare e la lealtà sportiva sono alla base di tutto. E questo chiarimento è arrivato: se tutta la squadra non resta isolata, il rischio di una crescita del contagio è forte. La Asl aveva titolo perché lo stabilisce il protocollo.

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