Tiziano Ferro rivela: "Ero un alcolista, poi la musica mi ha cambiato"

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Nel suo primo docu-film Tiziano Ferro ha deciso di parlare di un retroscena del suo passato che l'ha segnato.

Tiziano Ferro parla pubblicamente per la prima volta della difficoltà più grande affrontata e superata nella sua vita, l'alcolismo, affidando il racconto a un articolo scritto di suo pugno per '7′, il settimanale in edicola domani, venerdì 16 ottobre, con il Corriere della Sera.

In una lettera pubblicata sul Corriere della Sera, nell'inserto 7, ha svelato di aver avuto problemi di alcolismo. Tiziano Ferro è divenuto un'icona nel panorama musicale, amato ed apprezzato da un pubblico che non conosce confini. Io devo smettere di bere, mi ripetevo.

Per la maggior parte, ha raccontato, beveva da solo, perché l'alcol gli permetteva di non pensare al vuoto che sentiva dentro, alla solitudine e alla tristezza che spesso lo portavano verso un unico pensiero: quello della morte. Ricorda di aver perso occasioni e amici in quel periodo e di aver affrontato una delle sfide più difficili. Nello stesso giorno, infatti, uscirà anche l'album "Accetto miracolo: l'esperienza degli altri".

E non c'era solo questo problema, Ferro accenna ai suoi problemi con la bulimia, la depressione, l'essere gay che per anni ha tenuto nascosto, così come l'essere famoso: "Pure questo, famoso, mi sembrava un difetto, forse il peggiore".

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Quest'ultima, poco dopo la diffusione della presunta liaison, è intervenuta pubblicamente. Sta con un ragazzo più grande, Telemaco .

In occasione dell'uscita del documentario "Ferro", prodotto da Amazon Prime, Tiziano Ferro racconta del suo passato buio e della battaglia con l'alcolismo. I suoi compagni lo prendevano in giro chiamandolo: "ciccione, femminuccia, sfigato". Un'esperienza che Tiziano ha voluto fissare nel film-documentario Ferro. "Poi ho cantato per la prima volta e il mondo è cambiato - ha sottolineato - La musica era l'unica cosa che avevo, un canale per esprimermi in un mondo nel quale non mi riconoscevo".

Il cantante spiega che beveva quasi sempre quando era da solo. Una forma di autodistruzione che, forse, aveva le sue origini in un rapporto mai sbocciato con se stesso e con la propria personalità di star internazionle. Quindi prego, prego affinché la vita vada dove vuole.

Poi tutte le opzioni mi piacciono, vanno tutte bene.

Un gesto apparentemente innocuo, qualcosa che fanno tutti. "E quando accetto le infinite possibilità della vita mi sento in qualche modo vincente in partenza, ogni mattina". Non bevo perché non ho più bisogno di anestetizzare niente.

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