Morti lo stesso giorno Enzo Mari e Lea Vergine

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Aveva una personalità forte e arguta, e uno sguardo attento a ciò che fosse contemporaneo.

Il giorno dopo i marito, il celebre designer Enzo Mari, è morta oggi a Milano anche Lea Vergine, all'età di 82 anni. Sono le parole che il sindaco di Milano Giuseppe Sala sceglie per commentare la scomparsa di Lea Vergine. Per puro dovere di cronaca, entrambi erano positivi al Covid19, ma per entrambi - contrariamente a quanto si legge spesso in questo momento - non è stata questa la causa della morte.

Nata a Napoli nel 1935, Lea Vergine aveva iniziato la sua carriera negli anni '60, nella città natale, per poi trasferirsi a Milano.

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Io (se non fossi già in quarantena come sono ora) per come sono fatta preferisco piuttosto sacrificare dei momenti sociali. Poi ha proseguito: "Ho sempre pagato di tasca mia questi esami, raddoppiandoli pure quando andavo ospite in tv".

Il suo libro "L'altra metà dell'avanguardia 1910-1940" (1980) ricostruiva le tante artiste dimenticate, riportando al centro del discorso le donne artiste. "Un altro pilastro della cultura italiana viene a mancare, ma il suo lavoro nella critica d'arte e nella curatela di innumerevoli mostre lascia un segno profondo", è il commento Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini. La sua ultima pubblicazione è stata L'arte non è faccenda di persone perbene, conversazione con Chiara Gatti, edito da Rizzoli nel 2016.

Il contributo di Lea Vergine all'arte del XX secolo è da trovarsi soprattutto nei saggi che ha scritto. "Body art e storie simili", uscito per Prearo editore nel 1974. Perché Lea Vergine raramente si è occupata di temi o movimenti di moda, o già percorsi dalla critica e men che meno dal mercato. "Lessico delle tendenze artistiche 1960-1990", pubblicato da Skira nel 1996.

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