Il Papa non è mai stato con i populisti che perseguitano l'omosessualità

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Comincia con una citazione dal Vangelo di Matteo il post che Tiziano Ferro ha dedicato alla notizia dell'apertura alle coppie omosessuali da parte del Papa.

Nel suo discorso, Francesco ha aggiunto: "gli omosessuali hanno diritto di essere in una famiglia". Per questo, ciò che dobbiamo fare è "una legge di convivenza civile", perché gli omosessuali "hanno il diritto di essere coperti legalmente". In questo modo, gli omosessuali godrebbero di una copertura legale.

Il Papa ha consigliato loro di portare comunque i bambini in parrocchia, senza preoccuparsi dei giudizi altrui.

Un messaggio molto dolce, ripetuto anche in altre lingue, che ha conquistato il pubblico, felice tanto per le parole del Papa quanto per quelle del loro artista più amato. Tant'è che tra le ipotesi più avanzate spunta quella che vedrebbe quel pezzetto registrato, contenente le dichiarazioni "tabù" che hanno fatto capolino nel documentario proiettato al Festival del Cinema di Roma, parte di un progetto studiato da tempo a tavolino. "Stiano tranquilli i cattolici tradizionali - continua Don Armando - perché nelle parole de Papa non c'è nessun attacco ai sacramenti".

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Inevitabilmente, però, i giornalisti presenti hanno incalzato Parpiglia , cercando di scoprire qualche dettaglio in più. Sono tutte invenzioni e fantasie, l'ho conosciuta in Sardegna molti anni fa.

"Quando ho incontrato Papa Francesco mi ha detto quanto fosse dispiaciuto per quello che era successo". Le clamorose affermazioni di Bergoglio, destinate a scatenare un terremoto nella Chiesa e tra i fedeli sono volutamente generiche e irrituali: "Le persone omosessuali - sostiene il Pontefice - hanno il diritto di essere in una famiglia".

Come riporta Vaticannews, e si legge nel comunicato nel quale si presenta il film, il Papa risponde alle domande "con saggezza e generosità" condividendo "esempi commoventi delle sue lezioni di vita", rilanciando ideali che "ci possono aiutare a costruire un ponte verso un futuro migliore e crescere come comunità globale". "Si può dire anzi che in questo senso questo documentario non è su lui, ma sui disastri del mondo". Per la sindaca si tratta di "parole di modernità, coraggio e lungimiranza".

All'indomani dal Festival, il documentario sarà insignito del "Kinéo Movie for Humanity Award" giunto alla sua 18° edizione e assegnato "a chi promuove temi sociali e umanitari". Ciò che ogni Stato dovrebbe fare. Dal "Chi sono io per giudicare?" di qualche anno fa, pronunciato peraltro in riferimento solo a uno specifico caso individuale, il Papa è passato ora ad enunciazioni di carattere generale, che in qualche modo iniziano a modificare, sia pur gradualmente, le posizioni della Chiesa su questi temi.

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