Covid e palestre, "sempre maschere". Le piscine sono buone. Contratto Spadafora

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Il testo è stato elaborato dopo l'approvazione del DPCM del 18 ottobre 2020, in collaborazione con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, il Comitato Italiano Paralimpico, la Federazione Medico Sportiva Italiana, le associazioni di categoria maggiormente rappresentative e con il contributo del gruppo di lavoro appositamente istituito dal Ministro Spadafora per seguire gli aspetti medico-sociali delle misure relative allo sport in relazione alla pandemia. "Per questo - scrive ancora Spadafora - nel protocollo troverete come obbligatorie una serie di misure che già molti centri sportivi avevano iniziato a utilizzare".

L'obbligo delle mascherine nelle strutture ed è obbligatorio verificare all'ingresso, che fruitori dei servizi ed eventuali accompagnatori siano dotati di mascherina protettiva, in caso contrario sarà vietato l'ingresso.

Stop all'attività di palestre, piscine e sale giochi e anticipo dell'orario di chiusura per il settore della ristorazione.

La determinazione del numero massimo di persone che possono essere presenti in contemporanea all'interno della struttura "deve risultare dalla considerazione di 12 metri quadrati per ogni persona, considerando per il computo i metri quadrati (al chiuso) dell'intera struttura". Per le piscine, invece, lo spazio minimo è di 7mq. Resta obbligatorio mantenere sempre la distanza interpersonale minima di 1 mt con una valutazione più elastica "durante l'attività fisica" con l'obbligo di tenere "una distanza interpersonale minima adeguata all'intensità dell'esercizio, comunque non inferiore a 2 mt".

Fondamentale sarà l'applicazione che dovranno scaricare tutti quelli che frequentano piscine e palestre.

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Il nodo della chiusura o meno dei centri sportivi - in particolare piscine e palestre - era stato oggetto di dibattimento e lo stesso Premier Conte non lo aveva nascosto durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo Dpcm. Ma i campionati non professionistici dovranno fermarsi.

Nella bozza del Dpcm non c'è al momento il divieto di spostamento, ma "è fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune".

Inoltre bisognerà dotare la struttura di dispenser con soluzioni idroalcoliche per l'igiene delle mani dei frequentatori/clienti/ospiti in punti ben visibili all'entrata, altresì prevedere i dispenser nelle aree di frequente transito, nell'area solarium o in aree strategiche in modo da favorire da parte dei frequentatori l'igiene delle mani. Evitare l'uso promiscuo di oggetti e biancheria: l'utente dovrà accedere alla piscina munito di tutto l'occorrente. Il gestore pertanto è tenuto a calcolare e a gestire le entrate dei frequentatori nell'impianto.

Nel caso in cui le norme non venissero rispettate, i gestori potrebbero incorrere in una sanzione che va dai 280 euro in su.

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