Nuovo Dpcm, cinema e teatri chiusi

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L'Agis, l'Associazione Generale Italiana dello Spettacolo, ha monitorato negli ultimi mesi 2.782 spettacoli tra lirica, prosa, danza e concerti, con una media di 130 presenze per ciascun evento registrando nel periodo che va dal 15 giugno, quando hanno riaperto i teatri, a inizio ottobre un solo caso di contagio da Covid. L'impoverimento della mente e dello spirito è pericoloso e nuoce anche alla salute del corpo.

E si aggiunge: "Ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l'attivita sportiva di base e l'attività motoria in genere svolte presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento".

Ieri il ministro Franceschini ha risposto e la sua risposta, vale la pena sottolineare, non è stata una gran risposta. Ha definito "stucchevole" il dibattito (proprio così).

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Pare che il conduttore di Caduta Libera , in questi ultimi giorni, sia stato a contattato con un familiare risultato positivo al Covid - 19.

I negozi "Le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all'interno dei locali più del tempo necessario all'acquisto dei beni; le suddette attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio". Il titolare del Collegio Romano sta ricevendo un diluvio di critiche, dal momento che cinema e teatri si sono rivelati luoghi sicuri e hanno investito nei mesi scorsi per aprire al pubblico in tutta sicurezza, e dall'ambiente il provvedimento di chiusura è percepito come esagerato e non motivato da valide ragioni scientifiche. Ha parlato di valore "simbolico" negando l'utilità pratica di cinema e teatri. E su questo siamo tutti d'accordo.

Il bonus 1.000 euro non basta, neanche quello del prossimo decreto Ristoro, per i lavoratori dello spettacolo che sono in protesta per la chiusura di teatri, cinema e lo stop agli spettacoli.

Tra i firmatari anche i registi e attori popolari Marco Bellocchio, Nanni Moretti, Paolo Virzì, Paolo Taviani, Lino Giuanciale, Cristiana Comencini, Claudia Gerini.

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