Covid visoni in Danimarca, allarme Oms: "Ora virus sembra mutato"

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Il ministro dell'alimentazione, dell'agricoltura e della pesca Mogens Jensen, ha sottolineato che "Stiamo affrontando una delle più grandi crisi sanitarie che il mondo abbia mai vissuto".

"Siamo a conoscenza di segnalazioni dalla Danimarca di un certo numero di persone infettate da coronavirus dai visoni, con alcune modifiche genetiche nel virus". Gli abitanti della regione, che ha numerosi allevamenti di visoni, saranno invitati a lavorare da casa. Attualmente, 4 novembre, sono 207 i focolai intercettati negli allevamenti (il 5 ottobre, un mese fa, erano 41) così il governo ha preso atto della impossibilità di contenere il virus. Sarebbero infatti portatori di una mutazione del coronavirus trasmissibile all'uomo. E' la conferma di quanto dicono fin dall'inizio gli scienziati e l'Oms sulla pericolosità degli allevamenti intensivi e della possibilità sempre più concreta di entrare in contatto con animali che prima conoscevamo solo allo stato selvatico, come i mustelidi ai quali appartengono i visoni.

L'esportazione di visone costituisce quasi l'1% del PIL della Danimarca.

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La Kopenhagen Fur è una cooperativa che comprende ben 1.500 allevatori danesi; tutti loro producono circa il 40% della produzione mondiale delle pellicce realizzate con il manto di questo animale.

Se fosse confermata la mutazione del virus contratto dall'uomo dal visone ciò potrebbe aggrevare ulteriormente la situazione della pandemia e la ricerca di troverebbe ad affrontare un nuovo problema, dovendo trovare una cura a un virus mutato rispetto a quello che ora non ha un vaccino. I decessi legati al virus invece sono stati 729. La diffusione di un virus mutato, hanno ipotizzato le autorità danesi, potrebbe compromettere l'efficacia dei futuri vaccini contro il Covid-19. 12 persone risultano già infette. "Frederiksen - spiega ancora la Lav - ha dichiarato che il coronavirus isolato nei visoni, e che è lo stesso che si è diffuso in un'ampia parte della popolazione nello Jutland settentrionale (denominato Cluster-5), mostra una ridotta sensibilità agli anticorpi, e pertanto c'è già un concreto rischio di rendere inefficace lo sviluppo dell'attuale vaccino".

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