Medici di famiglia in stato di agitazione: "Siamo al collasso"

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Nel veronese si concentra quasi un terzo di tutte le 300 aree definite "carenti" del Veneto.

Turni massacranti e mancanza di sostituti - "I medici sono sottoposti a turni di lavoro massacranti anche a causa dei colleghi malati di covid". La replica: "Non si tiene conto dell'evoluzione del ruolo dei medici di famiglia nel contrasto alla pandemia".

Nell'accogliere il ricorso, il Tar ha ritenuto determinante la previsione contenuta nell'art 8, comma 1, del citato D.L. n. 14/2020, secondo cui "Al fine di consentire al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta o al medico di continuità assistenziale di garantire l'attività assistenziale ordinaria, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano istituiscono, entro dieci giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, presso una sede di continuità assistenziale già esistente una unità speciale ogni 50.000 abitanti per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da COVID-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero (...)". Che sottolineano anche: "Degli undici medici morti per Covid nella seconda ondata, 9 erano medici di famiglia". "Le Usca attivate sono in numero ridotto e per questo non riescono a svolgere il lavoro che sono chiamate a fare per legge". Dopo la firma, il 30 ottobre, dell'accordo con la Fimmg, il principale sindacato dei medici, l'intesa è stata siglata anche in regione. "Il potenziamento dei servizi territoriali non è stato fatto e si è tradotto in una grave perdita di tempo, anche sul tracciamento".

Iva Zanicchi è guarita e ringrazia medici e infermieri con un VIDEO
Ma prima di tornare da suo marito la cantante ha voluto registrare un video, ringraziare medici e dottori con un video. E' questo il suo regalo dopo otto giorni trascorsi all'ospedale di Vimercate .

"Non convince chi in modo provocatorio, sostiene dalla tribuna di qualche talk show televisivo di andare a stanare i medici di medicina generale per fare i tamponi e dare assistenza ai pazienti Covid". Tra le città più virtuose Cagliari, dove i medici hanno risposto nel 100% dei casi, e Firenze (80% di risposte positive), mentre le situazioni più critiche sono state registrate a Campobasso e Ancona (dove solo il 20% delle chiamate ha ottenuto risposta). "Chiediamo tutele per tutti i colleghi ammalati senza copertura Inail", invocano spiegando di dichiarare lo stato di agitazione "per segnalare all'intera opinione pubblica i rischi del tracollo della medicina territoriale e conseguentemente le serie ripercussioni sulla popolazione".

E conclude: "Vogliamo ribadire che l'unica possibilità che abbiamo di difendere i nostri pazienti fragili è quella di separare gli assistiti potenzialmente sani dagli altri potenzialmente Covid".

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