Recovery, il veto di Polonia e Ungheria blocca il bilancio Ue

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Il Comitato dei rappresentanti permanenti stava discutendo dei regolamenti attuativi sul prossimo Quadro finanziario pluriennale, a cui è legato anche il Recovery Fund, quando Varsavia e Budapest si sono opposti al criterio dello Stato di diritto sull'erogazione dei fondi.

"Il potere di veto è obsoleto per l'Ue e dannoso per chi lo esercita". Proprio per tali motivazioni, da anni è in corso un dibattito sulla possibilità di espellere dall'Unione sia l'Ungheria che la Polonia, non rispettando entrambi i requisiti di stati democratici ei valori dell'Unione Europea.

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Questa volta a causa di un video in cui l'attuale commissario aveva definito inutili le mascherine . Lo ha detto il ministro della Salute , Roberto Speranza , ospite di #Cartabianca su Rai3.

Con il Recovery Plan l'Unione europea "vuole ricattare chi si oppone all'immigrazione".

Secondo Orban sono considerati rispettosi del principio "quei Paesi che ammettono migranti". Il sottinteso è che bisognerebbe far sapere a Matteo Salvini e Giorgia Meloni che sono i loro beniamini di oltralpe e non la Commissione di Bruxelles che vogliono male all'Italia. Andava cioè del tutto svincolata dalla partita del Recovery Fund, il cui scopo è in primo luogo quello di salvare la barca comune dopo le distruzioni materiali e spirituali causate dalla pandemia. "Solo un organo giudiziario indipendente può dire cos'è lo Stato di diritto, non una maggioranza politica", ha scritto Janez Janša in una lettera inviata ieri ai leader dell'Unione europea e di cui l'agenzia France Presse ha preso visione.

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