GOVERNO Fiducia con soli 156 voti, Conte: rafforzare maggioranza

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"Chi ha votato a favore del governo Conte, è fuori dal partito", taglia corto.

Questo giornale è gratuito ma, se vuoi, puoi sostenerlo donando un piccolo contributo di 1 euro al mese, impostando un pagamento periodico a questo link. La decisione è arrivata ed è stata confermata dopo la riunione dei deputati del gruppo: Italia Viva si asterrà a Montecitorio sulla fiducia a Giuseppe Conte. Le opposizioni si fermano a 140.

Caos sul voto di Alfonso Ciampolillo, ex-M5S del gruppo Misto.

Di qui le accuse, a un tempo di immobilismo e di correre troppo, di accentrare i poteri e di non aver la capacità di decidere. La maggioranza assoluta, al di sopra dei 161 voti non è stata ottenuta, ma il premier Conte ha ottenuto la cosiddetta maggioranza semplice. La votazione è palese ed avviene per appello nominale.

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Oggi però Conte potrebbe non incassare la fiducia al Senato, e allora, secondo la Boschi, il premier "dovrebbe riflettere sulle dimissioni". Il presidente del Consiglio invece fa finta che i problemi non esistono. Lo ha detto Matteo Renzi a Porta a Porta. La stessa cosa è successa con Riccardo Nencini di Italia Viva. Rossi è (era?) una delle fedelissime del presidente di FI. Il Presidente del Consiglio ha poi annunciato che alle forze che sostengono la maggioranza nei prossimi giorni chiederà "di completare il confronto già avviato per definire un patto di legislatura e concordare insieme le riforme più utili anche a rafforzare il governo". E questa maggioranza non ce l'ha.

"Abbiamo chiesto al governo di dare più garanzie occupazionali alle persone che rischiano di perdere il lavoro, più certezza alle imprese che sono allo stremo e più risorse sulla sanità". Quello in atto, attacca Giorgia Meloni, è solo un "vergognoso mercimonio".

Niente maggioranza assoluta in Senato ma156 voti favorevoli alla fiducia consentono al governo di andare avanti, per il momento. "Una cosa è rilanciare - rimarca il leader del Pd, Nicola Zingaretti - un'altra cosa è distruggere. Anche di un governo di unità nazionale". "Priorità a piano vaccini, Recovery Plan e dl ristori".

Matteo Renzi esce dunque indebolito da un braccio di ferro iniziato tardi e condotto male. In alternativa a Giuseppe Conte, "non vedo la maggioranza Ursula, dall'altro lato c'è il governo istituzionale, o il governo tecnico, o il governo politico a guida Pd".

Analisti e sostenitori di Conte temono tuttavia che, a fronte della prova che attende il Governo domani, le sicurezze del premier possano tornare a vacillare. Meno probabile che il governo goda dell'appoggio di altri due ex pentastellati, Mario Michele Giarrusso e Tiziana Carmela Rosaria Drago.

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Questa per me si chiama etica , se lui non ha etica, è un problema suo, io ho etica e non mi permetto di parlare male di lui. Anzi, faccio il tifo per lui, spero vinca un trofeo internazionale così magari è più felice nella sua carriera.

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