Unione Europea: Emilia Romagna zona "rosso scuro" per rischio covid

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Il commissario Ue per la Giustizia, Didier Reynders, ha anticipato i risultati di una simulazione della nuova mappa del contagio realizzata dall'Ecdc. Le zone "rosso scuro" non comportano lockdown per i residenti, ma limitazioni per gli spostamenti.

L'Italia sarà uno dei Paesi con alcune regioni color rosso scuro, ossia zone ad alto rischio Covid dove i tassi di notifica di nuovi casi negli ultimi 14 giorni è pari o superiore a 500 su 100.000 abitanti.

"Dieci-venti Paesi Ue" presentano zone ad alto rischio che passano nella categoria "rosso scuro": tra questi ci sono ampie zone del Portogallo e della Spagna e alcuni territori in Italia, Francia, Germania e Paesi scandinavi, ha detto.

E lo fa aggiungendo innanzitutto un nuovo colore, il 'rosso scuro', alla mappa del rischio aggiornata ogni settimana dal Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC).

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A partire dal governatore altoatesino Arno Kompatscher, che giustifica l'alta incidenza settimanale di casi (per la Provincia autonoma al 17 gennaio erano 696 su 100 mila abitanti) con l'elevato numero di test fatti, imputando a Bruxelles la mancata correlazione delle due varianti. Per chi viene da quelle aree, gli stati devono prevedere un test prima della partenza e una quarantena all'arrivo.

Infine, ribadendo che tutti i viaggi non essenziali sono "fortemente sconsigliati", la commissione ha concluso confermando la necessità di mantenere il funzionamento del mercato unico in modo che i lavoratori e le merci possano continuare ad attraversare i confini senza problemi. Ciò significa che i cittadini provenienti da queste zone sarebbero sottoposti all'obbligo di tampone e quarantena per poter viaggiare verso il resto dell'Ue.

Gli Stati membri dovrebbero anche cercare di evitare interruzioni dei "viaggi essenziali", in particolare per mantenere i flussi di trasporti che si muovono in linea con il sistema delle "corsie verdi", e per evitare interruzioni della catena di approvvigionamento.

"Visto che la capacità di test è aumentata, gli Stati dovrebbero usare di più i test pre-partenza anche nelle aree arancioni, rosse o grigie", scrive la Commissione nella sua proposta che aggiorna le regole sui viaggi.

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