Autonomia del Coni, Cdm approva il decreto legge - Sportmediaset

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Proprio in extremis il governo ha approvato il decreto legge per l'autonomia economica del Coni, venendo incontro alle richieste del CIO e del presidente Malagò. Il premier Giuseppe Conte aveva espresso un impegno formale di risolvere la situazione, con il Cio, quando nel 2019 sono state assegnate all'Italia le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Non è uno scherzo, domani il Comitato olimpico internazionale, il Cio, potrebbe sospendere il Coni escludendo l'Italia dai Giochi. Le ragioni del contenzioso Al centro del contenzioso tra l'Italia e il Comitato olimpico internazionale c'è la riforma dello sport voluta dal primo governo Conte che ha privato il Coni di parte della sua autonomia. Il provvedimento arriva alla vigilia del comitato esecutivo del Cio che ha all'ordine del giorno la questione. A dirla tutta, un decreto esiste già: è stato scritto in accordo tra gli uffici del ministero dello Sport e quelli del Mef, e in poche righe determina garanzie per l'autonomia funzionale e gestionale del Coni trasferendogli la pianta organica dei dipendenti che ha in uso da Sport e Salute. Il Coni non può essere subordinato ad un società governativa, deve essere libero di autodeterminarsi.

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Beatrice , però, ha dichiarato pubblicamente di non voler baciare Davide ritenendo questo atteggiamento decisamente scorretto . Roberta non sarà molto convinta di queste parole e non saprà se effettivamente è qualcosa di positivo o di negativo.

"Credo ci sia la volontà di sistemare la situazione ma per colpa della politica questo discorso in 25 mesi non è stato risolto". "Evidentemente questa soluzione non va più bene al Coni". Da quello che abbiamo letto si chiede un ritorno al passato. Basterebbe approvare questo documento prima dei Giochi, per permettere al Cio di ritirare la sospensione in tempo, ma al momento tutto tace e l'Italia rischia una figuraccia che ne rovinerebbe l'immagine a livello globale. L'avevamo detto da tempo, ma non siamo stati ascoltati. La ratio è mettere i comitati e lo sport al riparo da pressioni indebite, che possono essere anche molto pesanti nei regimi poco liberi (anche se poi sono tantissime le opacità tollerate semplicemente perché vengono tenute nel perimetro formale delle regole, anche se la sostanza è diversa). Ma, a quanto pare, per l'Italia non ci sono molte speranze. "Il CIO non può perdere la sua credibilità". "Non si è mai arrivati a un punto tale per cui il Comitato olimpico di un Paese che è ai primi posti nel mondo per risultati sportivi e olimpici debba essere umiliato perché ancora non si è data la completa autonomia al Coni".

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