Covid, sequestro mascherine U-Mask a Milano: un indagato

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Nell'indagine, nata da un esposto di un concorrente, è indagato l'amministratore della filiale italiana per frode nel commercio.

L'inchiesta, coordinata dai procuratori aggiunti Tiziana Siciliano ed Eugenio Fusco, è stata affidata alla polizia locale e alla polizia giudiziaria del dipartimento Salute, Ambiente e Lavoro. Sotto esame un brand molto conosciuto in tempi di pandemia, U-Mask, le cui mascherine sono state indossate da personaggi come Fedez e Chiara Ferragni e utilizzate anche in Parlamento.

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Un servizio di Striscia la Notizia mette in dubbio l'efficacia delle mascherine ant Covid. Un esposto circostanziato e documentato da una serie di analisi di laboratorio secondo i quali la capacità di filtraggio di questi modelli era inferiore rispetto a quanto dichiarato nel foglio illustrativo. Dati che però non coincidono con i risultati dei test fatti realizzare in diversi laboratori dall'inviato di Striscia Moreno Morello, dai quali è emerso che la mascherina non raggiungerebbe la soglia minima di filtrazione del 95%, prevista per legge.

"Abbiamo notato da subito che la procedura di validazione dell'Istituto Superiore di Sanità, che dovrebbe essere elemento di tranquillità per tutti, induce le persone a credere che l'Istituto controlli anche l'efficacia dei dispositivi, invece si limita a un semplice controllo documentale". Il punto è che ora, nel mirino, ci finisce la seconda parte del claim della startup, quella in cui si dice che i filtri interni alla mascherina avrebbero un'efficienza di 200 ore effettive di utilizzo. Ora la Procura ha affidato a un consulente l'incarico di analizzare le mascherine sequestrate per stabilire l'effettiva percentuale di filtraggio. La società precisa altresì che tutta la documentazione tecnica relativa ai dispositivi è stata a suo tempo inviata, come prescritto dalla legge, alle Autorità competenti (Ministero della Salute) che, preso atto della correttezza della documentazione accompagnatoria e delle prove tecniche effettuate, ne ha disposto l'approvazione e la registrazione come dispositivi medici di Classe Uno. Il reato contestato riguarda il 515 del codice penale, in quanto l'ipotesi è che il prodotto abbia caratteristiche non conformi a quanto dichiarato.

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