Draghi e i ministri del nuovo governo hanno giurato al Quirinale

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La compagine 'rosa' del governo è composta da Marta Cartabia, Luciana Lamorgese, Mariastella Gelmini, Mara Carfagna, Fabiana Dadone, Elena Bonetti, Erika Stefani e Cristina Messa. Nessuna presenza di giornalisti o altre persone che non fossero strettamente necessarie.

Il governo Draghi è finalmente pronto a entrare in carica. La prossima settimana il nuovo premier dovrà illustrare il proprio programma davanti ai rappresentanti dei cittadini che, successivamente, saranno chiamati a votare. Dopo aver tenuto il suo discorso al Senato, draghi si recherà alla Camera per consegnare il testo delle proprie dichiarazioni programmatiche. Che però non dice niente. La sua forte impronta la si individua nella continuità in alcuni ministeri, quelli che un capo dello Stato da sempre ritiene funzionali ad un buon funzionamento, in sicurezza, della macchina del Paese.

Con 5 minuti di anticipo sulla tabella di marcia, al Quirinale ha preso il via la cerimonia per il giuramento dei componenti del nuovo Governo guidato da Mario Draghi. Chiamiamo democrazia semplicemente l'autogoverno dei mercati o anche, in alternativa, l'autogoverno delle classi dominanti, il plebiscito permanente dei mercati che lasciano talvolta che il popolo si esprima, sì, ma a patto che ciò che il popolo esprime coincida con ciò che le classi dominanti hanno già aprioricamente deciso nei loro consigli di amministrazione. Che verrà data priorità agli aspetti legati all'ambiente e alla formazione (scolastica e non), ma anche e soprattutto ad una velocizzazione della campagna vaccinale. In tanti sostengono infatti che Draghi per primo sia un politico.

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Il grande giorno è arrivato, Mario Draghi ha sciolto la riserva. Stessa proporzione tra politici (15) e tecnici (8). Tutti i partiti che lo lo sosterranno saranno rappresentati.

Sparisce dal gruppo anche il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, che era uno dei bersagli principali di Matteo Renzi al momento di dare la spallata al Conte bis. Se la tabella di marcia sarà rispettata e non ci saranno intoppi dell'ultima ora sulla lista dei ministri, il premier incaricato salirà al Colle per sciogliere la riserva entro oggi. 1 a Leu e Italia Viva. E i tecnici occupano posti chiave per la gestione della manna europea da oltre 200 miliardi di euro destinati alla ripartenza economica.

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