Coronavirus, in Emilia Romagna l'indice Rt è 1,05. "Al 99% zona arancione"

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Lo rende noto una nota del ministero della Salute.

Lo dice Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna e della conferenza delle Regioni a Sky Tg24. Aumenta, anche, la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (33,7% vs 32,7% la settimana precedente).

E' quanto evidenziato dalla bozza del monitoraggio della cabina di regia Iss-ministero della Salute con i dati relativi alla settimana dall'8 al 14 febbraio. Delle Regioni attualmente in zona Arancione (Abruzzo, Liguria, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Sicilia, Umbria) nessuna dovrebbe retrocedere in zona Gialla. Passano in area arancione le regioni Campania, Emilia Romagna e Molise. La Valle d'Aosta peggiora i dati e non potrà passare in zona bianca.

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In Italia c'è uno dei peggiori gap salariali tra generi ed è cronica la scarsità di donne nei ruoli chiave. In primo piano il Recovery Plan e le riforme da predisporre.

Si confermano per la terza settimana segnali di tendenza ad un "graduale incremento nell'evoluzione epidemiologica" e si osserva un "peggioramento nel livello generale del rischio". "Le varianti stanno sostituendo il ceppo originario", ha detto il direttore della Salute della Regione Umbria, Claudio Dario.

Mentre sono 12, rispetto alle 10 della settimana precedente, le regioni a rischio moderato, di cui sei ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane e otto a rischio basso. Dunque viene alzata ulteriormente l'attenzione sui casi di Covid legati a quelle che sono le principali varianti del virus e che hanno fatto aumentare i timori perché si diffondono più rapidamente e da alcuni esperti sono considerate più gravi. Il tasso d'occupazione in terapia intensiva a livello nazionale continua a essere alto, ma sotto la soglia critica del 30%.

Questa valutazione prenderà in considerazione i campioni notificati il 18 febbraio 2021 - come prime infezioni, non follow-up -da analizzare: con sequenziamento Sanger dell'intero gene S (spike); oppure con sequenziamento di parte del gene S purchè identificate tutte le mutazioni/delezioni attribuibili a una delle tre varianti; oppure con sequenziamento in NGS.

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